Screenshot - Crash Bandicoot - N. Sane Trilogy.
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Perché Crash Bandicoot batte Super Mario

In attesa della N. Sane Trilogy ripercorriamo la storia del folle marsupiale e di come ha stravolto il gaming
Di Jon Partridge
6 minuti di letturaPublished on
Una delle mascotte della primissima PlayStation, tra le più amate e riconoscibili, è pronta a tornare tra poco più di un mese: Crash Bandicoot (che l'anno scorso ha compiuto 20 anni) torna su PS4 con la N. Sane Trilogy, una raccolta contenente la versione rimasterizzata dei primi tre capitoli firmata Vicarious Visions. Sono passati più di dieci anni dall'ultima apparizione ufficiale di Crash in un gioco tutto suo, dopo sette capitoli principali e una sequela di uscite “parallele”, ma nonostante tutto l'amore dei (tanti) fan è ancora incondizionato. Per molti è il Super Mario di Sony, ma a nostro parere Crash batte l'idraulico baffuto e per ben 7 motivi.

1. Crash ha alzato l'asticella della difficoltà

Super Mario 64all'epoca fu una vera rivoluzione. Portò la star di Nintendo in un mondo colorato e brillante completamente in 3D, indubbiamente più difficile, ma nulla a che vedere con il debutto di Crash. I livelli di quest'ultimo erano certamente più lineari, ma c'erano molte più sfide, livelli e boss a tenerci impegnati. Diventando a tratti davvero brutale. Si passava dal superarne tranquillamente tre o quattro, salvo poi piantarsi contro uno particolarmente difficile. Quasi impossibile: lo si superava tra mille avversità, per poi beccarsene uno ancora più arduo subito dopo. Il che rendeva ogni sessione di gioco memorabile, ogni successo qualcosa di dannatamente appagante. Nella nuova uscita la presenza dei Trofei e la necessità di completare ogni livello al 100% renderà le cose ancor più elettrizzanti, almeno agli occhi dei giocatori più hardcore.

2. Senza tregua

In Super Mario 64 non mancavano i momenti più lenti in cui era possibile esplorare liberamente e in totale tranquillità senza il timore di subire attacchi nemici. La struttura più lineare di Crash Bandicoot invece era caratterizzata da assalti continui, tra sfide e trappole, e in quell'avanzare così frenetico e tumultuoso la scoperta delle aree segrete era una vera impresa, qualcosa di sublime. I seguiti del primo capitolo non fecero altro che accrescere ulteriormente quelle sensazioni, quell'energia, col marsupiale impegnato in situazioni via via più folli e adrenaliniche anche a bordo di veicoli (come una motocicletta).
A screenshot of Crash Bandicoot from the N. Sane Trilogy

A caccia di frutta

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3. Era più bello da vedere

Nella loro semplicità i vari episodi della serie hanno retto alla grande il peso del tempo, anche dal punto di vista grafico. Naughty Dog li rese coloratissimi e dettagliati, pieni di effetti che ancora oggi risultano godibili (anche se il lavoro di rimasterizzazione di Vicarious Visions appare fin da ora eccellente). Lo stesso non si può dire di Mario 64, decisamente più “slavato” (ma ancora divertente e piacevole, sia chiaro). Ci volle il GameCube e il suo Mario Sunshine a donare a Mario un certo sprint anche dal punto di vista tecnico.

4. Il bandicoot contribuì al successo di PlayStation

Quando la prima console di Sony invase il mercato negli anni 90 era un semplice e nuovo concorrente in una accesissima “console war”: non era ancora il gigante dei giorni nostri. All'epoca la sfida era contro veri colossi come Nintendo e Sega, ma la “matricola” sbaragliò la concorrenza grazie a dei giochi fenomenali, tra i migliori della generazione. Parte del boom era dovuto proprio a Crash che si ritagliò da subito una fetta di utenza non indifferente, grazie al suo gameplay immediato, al suo fascino irresistibile e allo stesso tempo al suo essere così family-friendly, adatto a tutti grandi e piccini. Divenne in pochissimo tempo una figura celebre al pari di Sonic e Mario.
A screenshot of Crash Bandicoot from the N. Sane Trilogy

Ci sono anche le piante killer!

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5. Molto più profondo

Diciamocelo: Mario è un po' noioso come personaggio. Ha poche frasi, per giunta trite e ritrite, è sempre alla ricerca della stessa principessa, combatte con i soliti boss all'infinito. Avrà capito come sconfiggere Bowser una volta per tutte, no? E basta dare un'occhiata ai suoi attributi nei giochi sportivi a lui dedicati: sono nella media, come la sua esistenza. Crash non è perfetto sia chiaro: non è un chiacchierone, per così dire, e la presenza del crudele Dr. Neo Cortex è una costante, ma la sua triste storia e il mondo attorno a lui rende la situazione più complessa. È un curiosone che mette il naso ovunque, ha la faccia da birbante, è bizzarro, un personaggio peculiare che cerca vendetta per quel che gli ha fatto uno spietato scienziato. Le motivazioni di Mario, ripetute in eterno, appaiono molto più “frivole” a confronto.

6. Crash Team Racing era un passo avanti a Mario Kart

La serie Mario Kart ha dato il via a un vero e proprio sottogenere, ma il capitolo su Nintendo 64 non fu dei migliori e come se non bastasse anche Naughty Dog scese in campo. Nel 1999, 2 anni dopo Mario Kart 64, arrivò Crash Team Racing su PlayStation: era simile alla sua “musa ispiratrice” non c'è dubbio, ma apparve da subito molto più profondo. Non poteva competere con quel cast di personaggi, ma i controlli erano molto più precisi, il level design più vario, e la meccanica del drifting era più soddisfacente. Per non parlare della grafica e tralasciando l'anonimato di alcuni dei piloti, ognuno di loro aveva caratteristiche ben distinte in grado di influenzare la prestazione del giocatore in gara. Inoltre, includeva una modalità storia di un certo calibro con veri e propri boss e diverse tipologie di gare, rendendo il tutto molto più divertente dei Grand Prix di Mario Kart. Il racing game di Nintendo è migliorato però uscita dopo uscita, fino a diventare il padrone incontrastato della scena con Mario Kart 8 (e nella splendida riedizione Deluxe). Crash Nitro Kart e Crash Tag Team Racing d'altro canto mostrarono da subito di non aver ricevuto la stessa attenzione del capostipite, portando la serie parallela dritta verso il dimenticatoio.

7. La N. Sane Trilogy traghetterà Crash verso i 4K

Tra i punti di forza di Nintendo non c'è sicuramente la forza bruta delle sue console: le esclusive sono sempre state superbe sia chiaro, ma per esempio il Wii era una versione lievemente migliorata del GameCube, mentre la pur ottima Switch non può competere con Xbox One e PS4. Ciò significa che per gustarti Mario e soci in 4K sul tuo nuovo televisore fiammante dovrai aspettare la prossima generazione. La remaster di Crash in arrivo il 30 giugno porta la trilogia in HD e persino in 4K su PS4 Pro, offrendo quella fedeltà grafica extra a cui Mario non può ancora ambire. Un plus ci mancherebbe, ma un plus niente male.