Dark Souls Remastered
© Bandai Namco/From Software
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Dark Souls Remastered è crudele, e ora è anche portatile

Il capolavoro di From Software arriva finalmente su Switch: ha ancora senso giocarci, nel 2018?
Di Red Bull Team
4 minuti di letturaPublished on
La risposta, prevedibilmente, è sì, anche se avete già giocato 10, 30, 50 volte alla primissima incarnazione di Dark Souls risalente al lontano 2011, al suo DLC, ai suoi seguiti, e alla sua Remastered uscita quest'anno. Da qualche giorno è disponibile anche su Nintendo Switch, cosa che farà felice chiunque abbia sempre sognato di immergersi nei meandri di Lordran anche sul bus, in un parco, o comunque lontano da quel joystick che è finito tante, troppe volte sul muro dopo l'ennesimo “You Died”. Se anche voi rientrate in questa categoria vi spieghiamo perché dovete farlo vostro anche sulla console ibrida della grande N.

Non ha perso un grammo di fascino

La trama appena accennata, la narrazione ermetica, i draghi, gli incantesimi, le meccaniche complesse e intricate, i livelli labirintici, il grado di sfida alle stelle: tutto è ancora lì al suo posto, come un tempo. Dark Souls è bello come il primo giorno, forgiato però dal fuoco di mille patch e bilanciamenti studiati per calibrarne il sofisticato gameplay a base di armi bianche, schivate, rotolate e parate precise al secondo, ma anche magie e anime da accumulare. Nel caso non abbiate idea di cosa sia, sappiate che l'esperienza di gioco che offre è tremendamente punitiva e non per tutti: basti pensare che quando si viene eliminati da un nemico, si lasciano sul punto di morte le anime faticosamente ottenute (servono praticamente a tutto, dal salire di livello per potenziare il proprio personaggio ad acquistare e riparare oggetti e armi), e se si muore nuovamente spariscono definitivamente. E tutto ciò, che ci crediate o no, è bellissimo. Se amate le sfide, questo è solo uno dei mille modi in cui Dark Souls vi metterà alla prova.
Lui è il simpatico boss del tutorial… già, il "tutorial".

Lui è il simpatico boss del tutorial… già, il "tutorial".

© Bandai Namco/From Software

Scontato ma è così: lo si può giocare ovunque

Lo avrete finito 15 volte, ma lo avete mai fatto in treno? O su una panchina, in una piazzetta, avvolti da una di quelle nebbie spettrali che ci anticipano l'arrivo imminente di un boss? Con la versione per Nintendo Switch ora è possibile: iniziate la partita in modalità TV (dove gira a 1080p), staccatela dalla postazione e proseguite armati di joy-con dove vi pare (ma a una risoluzione più bassa: 720p). Non è però tutto rose e fiori, perché graficamente ricorda più le versioni della precedente generazione, e scordatevi le migliorie viste su PS4 e Xbox One, a partire dal frame-rate (che è stabile, ma bloccato a 30 fps e non 60). Inoltre, con lo schermo più piccolo bisogna prestare ancor più attenzione a trappole, frecce e bombe incendiarie, mentre gli stick dei joy-con richiedono del tempo per abituarsi ai controlli. Una volta presa confidenza con Switch però, sarete dei draghi anche e soprattutto in modalità portatile, potendo così giocare Dark Souls in qualsiasi luogo vogliate: non è poco.
Pregare il Sole in compagnia è sempre più divertente

Pregare il Sole in compagnia è sempre più divertente

© Bandai Namco/From Software

Tanti nuovi guerrieri da aiutare (o invadere)

Nuova uscita significa anche tanti nuovi giocatori che popolano i server, e per un comparto multiplayer particolare come quello di Dark Souls è un bene anche per chi preferisce concentrarsi sulla progressione: se parte del divertimento sta nell'invasione di altri giocatori per complicargli la vita, o nei duelli contro sconosciuti di mezzo mondo, nel gioco di From Software si può anche lasciare un proprio segno nei pressi di un combattimento con un boss, così da poter essere evocati e dare una mano ai neofiti in difficoltà. E coi server pieni, se volete combattere o chiedere aiuto, avrete molta più scelta.
Non è paragonabile alle versioni PS4 e Xbox One, ma non è da buttare via

Non è paragonabile alle versioni PS4 e Xbox One, ma non è da buttare via

© Bandai Namco/From Software

È il primo Dark Souls su una console Nintendo (e, si spera, non l'ultimo)

Il problema di Wii, e ancor più di Wii U, è stato il mancato supporto alle terze parti, che ha portato all'assenza di grandi titoli apparsi sulle sole console e PC, e non sempre per pure questioni tecniche. Con Switch, Nintendo ha ampiamente dimostrato di aver compreso l'errore, e di aver risolto la cosa, aprendo le porte a produzioni molto più hardcore. Nel 2011 nessuno avrebbe scommesso di poter giocare a un mix di azione e gioco di ruolo così punitivo e aggressivo su una console della casa di Kyoto, men che meno in comodo formato portatile, e la sua presenza su Switch, per quanto imperfetta, apre le porte a tanti titoli simili, e chissà, magari anche a delle versioni “alleggerite” (dal punto di vista tecnico) di Dark Souls 2 e 3 (improbabile, ma la speranza, almeno quella, è l'ultima a morire).