Far Cry Primal Intervista in anteprima Xbox One PS4 01
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Far Cry Primal: I pericoli dell'Età della Pietra

Abbiamo scambiato due chiacchiere con il game director su questa promettente avventura preistorica
Di John Robertson
9 minuti di letturaPublished on
Quella di Far Cry è sempre stata una serie coraggiosa, pronta a sperimentare nei modi più assurdi e stravaganti, e che non si è mai trincerata dietro il suo nome ormai affermato per riscaldare la solita minestra. Mondi vasti e pieni di insidie, personaggi e fauna in certi casi davvero unici ed innovativi, una miriade di armi e tante vie alternative per raggiungere uno stesso obiettivo, gettandosi nella mischia come un provetto Rambo oppure agendo d'astuzia, in silenzio, sfruttando l'ambiente circostante.
Far Cry 4 è uscito da poco più di un anno ormai, e Ubisoft pensa già al futuro della serie... tornando al passato. Un passato più remoto di quello di Assassin's Creed! Far Cry Primal, il nuovo capitolo in uscita il prossimo anno su Xbox One, PS4 e PC, ci porterà infatti nell'Età della Pietra, un'ambientazione ben più esotica e particolare della savana africana, dei regni himalayani o delle isole del Pacifico che abbiamo già vissuto ed esplorato in passato.
Abbiamo scambiato due chiacchiere con il game director del gioco, Thomas Simon, con l'obiettivo di catturare nuovi dettagli e informazioni sull'atteso titolo riguardanti la sua peculiare ambientazione, oltre a cosa dovranno aspettarsi i giocatori in termini di gameplay.
Far Cry Primal Intervista in anteprima Xbox One PS4 01

Far Cry Primal

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“L'idea di ambientare Far Cry nell'Età della Pietra frulla nelle teste dei membri del team da un bel po' di tempo. Già all'epoca di Far Cry 3 bolliva qualcosa in pentola, quindi quando abbiamo effettivamente iniziato a lavorarci, eravamo tutti davvero entusiasti,” rivela Simon senza minimamente nascondere una certa emozione, comodamente seduto sulla poltrona del suo ufficio. Un lusso che il protagonista di Primal, Takker, di certo non poteva permettersi.
“Abbiamo iniziato a lavorare a Primal verso la fine dello sviluppo di Far Cry 4. Si formò un gruppo di sviluppatori che iniziò a raccogliere le prime idee e ad ottenere sin da subito l'approvazione dei restanti membri del team, quindi partimmo a razzo con i lavori. Sapevamo perfettamente cosa volevamo ottenere, e tutti hanno dato il massimo per il risultato finale. A ben pensarci, è davvero incredibile con quanta naturalezza e velocità è iniziato il tutto, nessuno ha avuto dubbi, né esercitato resistenze.”
Far Cry Primal Intervista in anteprima Xbox One PS4 02

Il brivido della caccia

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Il concept di Primal consiste nel mettervi nel perizoma... ehm, nei panni di un uomo primitivo, intento a sopravvivere alla dura e pericolosa quotidianità dell'Età della Pietra, un'epoca nella quale l'uomo era ben lontano dalla vetta della catena alimentare. Un lavoro di fantasia e creatività che sin da subito si è ben prestato alla formula di Far Cry, lasciando al team carta bianca e mentalità positiva.
“Quando pensiamo al design di Primal, è tutto un 'cosa possiamo fare' e cosa abbiamo a nostra disposizione, piuttosto che 'cosa NON possiamo fare'. Chiaro, in quell'epoca l'uomo era sicuramente meno evoluto di adesso, ma non è un limite che ci siamo imposti per il nostro gioco. Era un momento nella linea temporale nel quale l'uomo opponeva resistenza alla natura, e iniziava a conoscere e a dominare il mondo intorno a sé.”
“È collocato alla fine dell'Era Glaciale, quindi sono ancora presenti alcuni animali giganteschi che non temono minimamente l'uomo, oltre a tribù nomadi che comunicano e combattono tra di loro. Sono tutti elementi effettivamente esistiti, e che quindi possiamo sfruttare per il gameplay. Il fulcro dell'esperienza di ogni Far Cry è sempre stato quello dell'esplorazione di luoghi esotici e privi di regole e leggi, e in Primal ci sono entrambe le cose.
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Un salto nel tempo di 12000 anni

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Il mondo è quello di circa 12000 anni fa, fatto di natura selvaggia ed incontaminata, non ancora deturpata dall'uomo e dal suo intervento. Alberi, foreste, fiumi, montagne, cascate, tutti elementi che creavano confini naturali e punti di riferimento fondamentali per gli abitanti di quel mondo. I “centri abitati” erano ancora molto piccoli, quasi invisibili al cospetto di una parete rocciosa o di un albero particolarmente alto e possente, e i gruppetti di tende molto grezze e semplici sostituiscono le basi militari dei vecchi Far Cry.
Simon ci tiene però a precisare che l'ambientazione è tra le più ricche mai viste nella serie, variegata e originale al punto giusto.
“Abbiamo aumentato la densità del mondo, il che significa che ci saranno molti più animali a dar vita a situazioni 'preda/cacciatore', 'animali/uomini' e così via ben più frequenti. Crediamo che la cosa donerà al mondo un effetto sorprendente, in quanto crea tanti sistemi di gameplay estremamente interattivi. È un mondo più vivo che mai (entro i confini della serie) perché questi sistemi interagiscono molto di più tra di loro.”
Basta qualche sessione di gioco per confermare la bontà delle parole di Simon. Animali di varia dimensione e pericolosità vagano per le foreste e le radure, instillando continuamente nel giocatore il terrore e l'impulso a fare di tutto per evitare di diventare la cena di una tigre o un giaguaro. Queste creature selvagge erano presenti anche nei capitoli del passato, ma Primal porta la frequenza e l'importanza di questi temibili incontri a tutto un altro livello.
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Far Cry Primal

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Affrontarli poi con un arsenale tipico dell'epoca, fatto di lance con una pietra come punta, rudimentali mazze e archi e frecce fatte a mano, non è per niente semplice, in quanto non hanno nulla a che vedere con i classici AK-47 e M-16 ai quali siamo ormai abituati. In compenso, potrete però addomesticare alcuni di quei predatori, e sfruttarli per difenderli.
Lupi, orsi, tigri dai denti a sciabola, e persino tassi potranno ritrovarsi al vostro fianco, anche se uno soltanto alla volta. Al vostro comando, si metteranno sulla offensiva contro qualsiasi altro animale o umano selezioniate come obiettivo, tanto per eliminarli, quanto per distrarli e concedervi una posizione di favore per un attacco meglio ponderato, oppure una fuga.
Simon, comunque, ricorda che hanno lavorato duramente per assicurarsi che questi alleati a quattro-zampe non vadano a rovinare il delicato equilibrio che caratterizza la serie.
“Abbiamo riposto non poche attenzioni in fase di sviluppo, badando bene di dar vita a delle creature che siano efficienti e flessibili come un'arma, ma che allo stesso tempo non siano l'unica forma di offesa, né l'unico modo per poter proseguire nel gioco: non vi assicureranno la vittoria, non sarà assolutamente a portata di tasto.”
“Ci saranno davvero tanti elementi a mettere a dura prova le vostre abilità, e il modo in cui sfrutterete queste bestie e le armi. Alla base di tutto, ovviamente, ci sono sempre l'astuzia e il talento del giocatore, e la sua abilità nell'adattarli al suo stile di gioco. Gli animali sono delle armi fighissime, ognuno con caratteristiche uniche, ma sono, appunto, delle 'armi'. C'è anche la possibilità di giocare in maniera stealth e silenziosa, ci sono le armi da usare a distanza, e altro ancora, perché vogliamo mantenere quella libertà a 360° in ogni momento, ed essere certi che il giocatore abbia sempre un sacco di opzioni tattiche tra le quali scegliere.
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La dura lotta per la sopravvivenza

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Nell'enorme catalogo di armi inusuali e creative offerte da Far Cry, queste bestiole sono sicuramente in cima alla lista. Non solo offrono un modo tutto nuovo di approcciarsi anche ai compiti più basilari, ma mescolano le carte in tavola e stratificano ulteriormente il livello di complessità durante le “situazioni” menzionate qualche riga più in alto da Simon. Tant'è che sarà dura per lo stesso team prevedere come reagirà il loro gioco nel corso di eventi simili, colpa (o merito) anche della struttura molto aperta dello stesso all'interpretazione personale del giocatore.
“Già sappiamo che con Primal sarà tutta una sorpresa, anche per noi. La cosa è rischiosa, ma rappresenta una vera boccata d'aria fresca. È una novità, che però mantiene l'essenza basilare di Far Cry, cioè quella di godere di una libertà estrema, esplorando quante più scelte tattiche possibili.”
“Il gioco potrebbe diventare più semplice o anche più difficile in base alle scelte, ma addomesticare un animale per farlo combattere al vostro fianco non sarà assolutamente obbligatorio. Vi mostreremo come funzionerà questa meccanica, per poi permettervi di proseguire come vorrete, così come accadrà per qualsiasi altro sistema di progressione presente nel gioco.”
“Potrete persino giocare in maniera totalmente hardcore e non salire di neanche un livello, provando ad andare in giro con solo due barre di energia e ad affrontare ogni situazione silenziosamente, senza affidarvi alle bestiole. Starà a voi decidere.”
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"Ai miei tempi era tutto diverso..."

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Scelte e conseguenze saranno il cuore di Primal. Sfruttare la vostra intelligenza per risolvere i problemi, piuttosto che lasciare che sia il gioco a farlo per vostro conto, è la chiave per proseguire.
Ulteriore dimostrazione di questo approccio è mostrato dal modo stesso in cui potrete domare queste bestie: meccaniche semplici per risparmiare tempo prezioso e lasciarvi invece preoccupare di se e come sfruttarle.
“Volevamo essere sicuri che la meccanica fosse rapida e semplice. L'obiettivo non era quello di complicare la vita a chi volesse decidere di addomesticare un animale, bensì quello di farglieli 'collezionare' tutti,” spiega Simon.
“Giocando, potrete apprendere abilità che vi permetteranno di addomesticare nuove tipologie di predatori. Cani e lupi, o felini come giaguari, pantere e tigri, oppure altri ancora, come orsi, tigri dai denti a sciabola e persino di più grandi. Una volta ottenuta la giusta abilità, dovrete andare a cercare l'animale desiderato nel mondo di gioco, studiando il modo per avvicinarvi ad esso senza farvi attaccare. Potrete aiutarvi con un'esca.”
“Una volta tranquillizzato, si unirà a voi e finirà dritto nel vostro inventario. Se verrà ferito, potrete curarlo, se morirà, dovrete riportarlo in vita attraverso specifiche risorse. Sarà particolarmente costoso far rivivere alcuni animali, quindi dovrete gestire attentamente le vostre risorse. È tutta una questione di rischi e ricompense.”
Rischi e ricompense sono alla base di tutto in Primal. Non solo i giocatori dovranno rischiare, e non poco, per ottenere dei bonus fondamentali, ma la cosa vale anche per gli sviluppatori. L'Età della Pietra rappresenta infatti una vera scommessa per il franchise, che tornerà indietro nel tempo in un'epoca priva di macchine e tecnologie militari.
È un terreno poco battuto, e la vita preistorica secondo Primal porta con sé tante insidie, oltre ad essere per sua natura pericolosa ed imprevedibile. Al contempo però, fa davvero piacere vedere un nome così noto ed affermato prendersi dei rischi così grandi, affrontando con coraggio un vortice di novità nel tentativo di proporre idee nuove e fresche, messe in campo da pochi, se non da nessuno.
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