Joe Scacchi e Tommy Toxxic sono tornati sulla Terra con un nuovo album a nome Wing Klan. Il titolo è Sky Is The Limit e tradisce sempre una certa passione dei due rapper romani per tutto ciò che sta su in alto nel cielo.
Nella tracklist anche tanti altri nomi della Capitale, da Carl Brave a Ketama 126, dagli Psicologi ai Tauro Boys. Il loro è un blend di generi davvero ambizioso, almeno quanto i loro sogni.
Come state?
Siamo gasati. Nelle ore prima dell'uscita del disco è stato il classico momento in cui la pressione è calata a zero.
Prima I Can Fly, poi Sky's The Limit. Avete un po' il pallino del volo?
Si vola, si vola. Se poi ci fai caso, anche Wing rappresenta bene il mood. Poi, è chiaro che noi teste di hip hop abbiamo bene in mente soprattutto l'idea del Klan. Dal Wu-Tang al TruceKlan.
Pure l'inglese vi piace.
Sì, in effetti tutti i dischi tranne La Danza delle Streghe hanno titoli in inglese. Ci sta, dai, è la lingua del mondo globalizzato. C'è anche una traccia che si chiama Capitalismo che riflette questo mood attuale. Puoi essere a Parigi, a Tokyo o New York che sei comunque iper-collegato a tutti. È naturale che l'inglese venga più spontaneo.
C'è della critica in quella traccia?
No, assolutamente. Ci piace dire che siamo delle spugne della nostra generazione, quindi assorbiamo tutto ciò che ci circonda. Influenze della società, problemi della nostra generazione, ecc. Assorbiamo e poi emettiamo, come quando schiacci una spugna intrisa d'acqua. Non è una traccia di critica, semmai un pezzo club.
Andate molto a mood, anche nella scrittura.
Andiamo molto a mood del momento. Certe volte non siamo per niente dei rapper classici, e lì ci piace allontanarci dai cliché, altre volte invece non c'è niente di male a esserlo. Dipende dal beat, dal momento, dalla canzone. L'uomo cambia costantemente. Noi veniamo da canzoni come Io e Te in cui le nostre esperienze personali ci hanno fatto dire certe cose. Poi magari in altre il cliché del rapper può tornare. Non abbiamo paletti, né prerogative che ci impongano di essere sempre il rapper figo e duro. Siamo come tutte le persone.
La tracklist comunque è molto romana, o sbaglio?
Sì, i featuring sono tutti con persone che conosciamo personalmente. Magari non sempre amici stretti stretti come lo sono Ketama o Carl Brave o i Tauro Boys. Ma sono tutte persone di cui abbiamo tanta stima.
Cosa ci tenete che passi di questo disco?
Vogliamo far capire che noi ci siamo, siamo produttivi, che lo sappiamo fare e che questo è un gradino in alto, non un gradino in meno. Che siamo saliti di livello. Poi la musica dev'essere vissuta e ascoltata, dev'essere "bella", tra virgolette. È una cosa molto personale. Dopodiché ci fanno schifo la carta e la plastica, capisci? Cerchiamo di essere veri nelle nostre mille sfaccettature. Le cose finte non fanno per noi. Troviamo i nostri punti in comune e li portiamo in alto. Non abbiamo paura di giudizi momentanei. Aspettiamo 6 mesi, aspettiamo un anno e lì vediamo poi che rilevanza ha avuto.