Hachim Mastour
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Calcio - PROSPETTI: Hachim Mastour

Hachim Mastour: il ragazzo venuto dal futuro
Di Rinaldo Salino
6 minuti di letturaPublished on
Pensa ad un ragazzo di 16 anni che, ogni giorno, si confronta con il talento: ci parla, gli dà del tu, come ad un amico fidato. Pensa alla fantasia e alla classe cristallina. Come per incanto, avrai un nome e un cognome: Hachim Mastour. In inglese il verbo “To Play” significa sia giocare che suonare. Ecco, Hachim è un player nel senso più ampio e completo del termine: gioca, e al tempo stesso è come se stesse componendo una melodia in campo.
La capacità di dialogare con il pallone, “Hachi” la sviluppa fin da piccolo, quando il padre lo portava a vedere le partite di street soccer a Reggio Emilia, la città in cui il ragazzo è nato il 15 Giugno 1998.
Hachim Mastour

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Lo street soccer è tecnica individuale spinta al massimo livello, capacità di controllare la palla con ogni parte del piede, saper andarsene in dribbling in un fazzoletto. Hachim vede giocare i brasiliani e si appassiona, poi cerca di replicare le loro gesta nei campetti di street soccer di Reggio, ma anche in quelli sgangherati di strada, con gli amici, dove una lattina può diventare un ottimo pallone.

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E scopre che la cosa gli riesce piuttosto bene.
Nel giro di pochi anni, Hachim Mastour fa dello street soccer e del freestyle le sue grandi passioni, insieme alla musica. E alle lasagne della mamma, of course. Ma il passaggio fondamentale nella formazione tecnica e professionale di Hachim avviene quando ci si rende conto che il ragazzo è in grado di portare le sue straordinarie doti tecniche anche su un campo di calcio. La prima a capire che Mastour può diventare un calciatore vero è l'U.S. Reggio Calcio. Poi la Reggiana, che lo “punta” per un paio d'anni e, non appena Hachim ne compie 10, se lo porta a casa. In quegli anni, il piccolo Hachi guarda fuori dalla finestra della sua cameretta e ammira il nuovo e modernissimo “Mapei Stadium”, la casa della Reggiana, sognando di poterci entrare, un giorno, da calciatore professionista.
Proprio con la maglia granata, categoria Esordienti, Mastour piazza un paio di stagioni da piccolo fenomeno che attirano su di lui le attenzioni dei maggiori club italiani ed europei. In quegli anni, si nota anche con piacere che il ragazzo “vede” la porta che è una meraviglia. Non solo “numeri”, quindi, ma anche palloni che finiscono in fondo al sacco. Approdato ai Giovanissimi Nazionali, Hachim gioca con gente che ha due anni più di lui, non poco a quell'età, ma ciò non gli impedisce di gonfiare la rete per ben 25 volte. E' il 2011, su di lui a quel punto ci sono tutti i Top Team italiani, ma il Milan è una scelta di famiglia. Hachim Mastour ci arriva l'anno successivo, 1 Luglio 2012, per la precisione.

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Reality Check: Neymar Jr. vs. Hachim Mastour

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In rossonero, la storia di Hachim parte “in differita”, per via di controlli medici, poi risolti brillantemente, che ne rallentano però l'esordio di qualche mese. Poi, Mastour si fa tutta la trafila, dai Giovanissimi alla Primavera, guadagnandosi anche una maglia nella Nazionale Under 16 di Mister Daniele Zoratto.
Hachim fa i numeri. Sono gli anni in cui cominciano a diffondersi in rete i video con i suoi trick pazzeschi. La gente strabuzza gli occhi e quasi non ci crede. In effetti, Mastour ha caratteristiche che lo rendono speciale, unico, una sorta di prototipo del calciatore del futuro: pedalate, sombreri, elastici, doppi passi, eseguiti a velocità supersonica, che si abbinano a senso della posizione, acume tattico, capacità di servire l'assist e mandare in porta un compagno. O cercare la soluzione personale, quando è il caso. Il tutto, senza mai perdere l'umiltà. Quell'umiltà che è forse proprio la più grande qualità di Mastour, un grande talento ma pur sempre un ragazzo di 16 anni, con i piedi ben piantati a terra e la voglia di raccontarsi a tutti i ragazzi come lui. Hachi ha un blog, nel quale condivide gioie e sogni, ma anche tutte le piccole e umane preoccupazioni di un adolescente. Come la difficoltà di cambiare città a 14 anni lasciando a Reggio casa, amici, tutta la sua vita fino a quel momento.
Hachim Mastour

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Hachim Mastour, The Future Player, è un bravo ragazzo, che ti racconta di quando ha “sfidato” Neymar a Salisburgo, ma poi ti dice candidamente che solo poterlo incontrare e palleggiare con lui è stata una soddisfazione grandissima. Che ti parla del suo anno d'oro, il 2014, con una semplicità e una pulizia d'animo disarmanti. Un anno in cui Mastour ha impresso momenti importanti nella sua vita calcistica: le presenze in Primavera con Mister Inzaghi, la prima convocazione in Prima Squadra, con Mister Clarence Seedorf che lo porta in panchina con il Sassuolo, il primo contratto da professionista, l'esperienza con Red Bull e Trickology, l'inserimento nella Rosa Ufficiale del Milan 2014/15, dove ritrova Pippo Inzaghi come allenatore. Fino agli applausi che San Siro gli tributa nei 16 minuti giocati al Trofeo Berlusconi contro gli argentini del San Lorenzo, il 5 Novembre 2014. Ma il 2014 è, soprattutto, l'anno del Grande Sogno che si realizza, il sogno di quel bambino di Reggio Emilia che guardava il Mapei Stadium dalle finestre di casa sua, desiderando di poterci entrare, un giorno, da calciatore professionista.
Il 23 Agosto 2014 il Milan gioca il Trofeo Tim al Mapei Stadium di Reggio Emilia, con Juventus e Sassuolo. Con i neroverdi, Inzaghi concede minuti a Mastour, permettendo così al pubblico di casa di riabbracciare il campioncino cresciuto a Reggio. Ogni palla toccata da Hachim è accompagnata da un boato dei tifosi, che seguono le sue giocate con una partecipazione ed un entusiasmo quasi commoventi, nella speranza che Hachi possa lasciare il segno sul match. Lui, nei pochi minuti a disposizione, risponde come sa, con quella fantasia che è un po' la sua parola d'ordine: Hachim ha infatti chiamato così una sezione del suo blog e anche il suo seguitissimo profilo twitter ( @fantasyhachi). E a chi gli chiede quale sia il suo principale talento, non esita a rispondere “La fantasia”. Hachim Mastour si è messo a disposizione di Mister Inzaghi per la stagione in corso, disputando una manciata di partite anche con la Primavera di Mister Brocchi. Hachi studia con i grandi, si allena e mangia con loro, in attesa del suo momento. Con il 2015 è arrivato anche il primo infortunio “da grande”, il classico menisco che lo terrà lontano dai campi per un po'. Hachi sta già lavorando per tornare il prima possibile e dare il suo contributo ai Mister Inzaghi e Brocchi per la fase finale della stagione.
Con umiltà e fantasia, naturalmente.