Slopestyle on the Edge: benvenuti allo snowpark più stretto del mondo
Slopestyle on the Edge: Felix Georgii, Fabian Bösch e Ian Matteoli si cimentano in trick epici su uno snowpark a cresta costruito per la pura precisione.
Felix Georgii, Fabian Bösch e Ian Matteoli sono d'accordo: questo è il percorso più stretto del mondo! "Devi eseguire i tuoi trick alla perfezione e atterrare con precisione su questo crinale", sottolinea Georgii. "Ci sono cadute molto ripide a destra e a sinistra, quindi tutto deve essere perfetto".
Questo percorso di slopestyle è completamente nuovo
Trick epici, percorso strettissimo: lo Slopestyle in una nuova dimensione
Felix Georgii, Ian Matteoli e Fabian Bösch mostrano come la precisione e la concentrazione possano raggiungere nuove dimensioni nello snowpark più stretto del mondo.
I partner di Georgii, Max Hitzig, Fabian Bösch e Ian Matteoli, sono d'accordo con lui: "Il miglior consiglio qui è di non guardare i lati", dice Matteoli. "Concentrati sul percorso e guarda avanti!". L'assetto perfetto per lo sciatore freestyle Fabian Bösch: "Quando scio sono sempre così concentrato che non noto nulla a destra o a sinistra. Riesco a vedere solo la pista. Questo mi ha aiutato molto qui!".
Questo non è il loro terreno tipico, ma hanno dimostrato con trick epici di essere a loro agio anche su terreni estremi per lo slopestyle. La precisione e la concentrazione sono obbligatorie: non sono ammessi errori.
01
Slopestyle on the Edge - non per i deboli di cuore
Frontflip sul drop: il riscaldamento alla Fabian Bösch
Senza dubbio, lo Slopestyle on the Edge è la sfida definitiva per il corpo e la mente. "Quando mi sono trovato per la prima volta all'inizio di questa stretta pista a serpente, ho avuto una sensazione di nausea", racconta Georgii: "La tensione era tanta e ho dovuto battermi il petto un paio di volte prima di lanciarmi. Ma una volta che sei in pista, sei concentrato al 100%! E la corsa è davvero divertente. È la sensazione migliore!".
Felix Georgii scivola su una barra clamorosamente stretta
Installato su una cresta particolarmente stretta, il percorso affrontato dagli atleti si è dimostrato non adatto a cuori deboli. "Il gap rail è il tratto più folle, dove c'è meno margine di errore", dice Matteoli. Georgii e Bösch concordano sul fatto che hanno dovuto superare se stessi per realizzare i primi trick sul gap rail lungo 7 metri. "Mentalmente è stata una grande sfida", conferma Bösch. "Ma dopo averla superata per la prima volta, ci si sente davvero a proprio agio!".
Fabian sta mettendo il freeskiing sotto la luce giusta
Le caratteristiche dello Slopestyle on the Edge in sintesi
Un vuoto di 12 metri su una cresta ventosa e rocciosa. Il kicker è costruito direttamente su un affioramento roccioso, il che lo rende estremamente solido e gli conferisce un aspetto naturale. Anche l'atterraggio è stato inserito nel pendio. Tuttavia, è stato necessario riallinearlo e rimodellarlo leggermente per adattarlo all'andamento dell'intera pista.
Lunga 6 metri e alta 3,5 metri, il rainbow rail è costruito su un'altura naturale. È stata prestata particolare attenzione alle zone di transizione prima e dopo il rail per garantire un'ampia portata e, soprattutto, un atterraggio sicuro.
Il Mini Gap, lungo 10 metri e alto 3 metri, è la naturale configurazione della cresta. Il terreno ha fornito la velocità, il flow e la copertura nevosa perfetti.
Ian Matteoli interprets the Mini Gap snowboard style
Il Big Gap è largo circa 20 metri. È costruito su due cime di roccia e conduce a un atterraggio leggermente inclinato, che rende questo salto più tecnico di quanto sembri. Devi impegnarti a fondo.
Questo binario lungo 6 metri è costruito tra due enormi massi. Si trova su un ripido pendio di 45°, che rende il rail estremamente spettacolare. Tecnicamente non è la più impegnativa, ma è sicuramente una delle caratteristiche più spaventose di questa pista.
Una sezione intermedia lunga 30 metri collega la prima e la seconda parte di questa pista stretta con alcuni elementi in legno più piccoli. È leggermente in salita e richiede quindi una certa velocità, alcune pompate e rilanci. Allo stesso tempo, la sezione intermedia è la parte più stretta dell'intera pista, con una larghezza di appena 1 metro, e si snoda tra due ripide scogliere.
Ian Matteoli flows through the intermediate section
A prima vista non è una pista particolarmente difficile. A un secondo sguardo, però, si nota che il down rail, lungo 6 metri, è costruito in una sezione molto ripida ed esposta e ha solo una zona di atterraggio molto stretta.
Questa funzione porta i corridori da una parete all'altra. L'in-run si trova in un terreno roccioso e molto esposto che termina con un kicker ripido alto 3 metri. Questo tratto è tanto impressionante dal punto di vista visivo quanto impegnativo dal punto di vista mentale per gli atleti.
Dopo le prime discese di orientamento, Georgii, Matteoli e Bösch non si fermano più. Che si tratti del lipslide di Georgii sul rainbow rail, del boardslide 270 di Bösch dal gap rail o dello switch 540 di Matteoli, i ragazzi dimostrano cosa è possibile fare su una cresta stretta e sfruttano al meglio l'epico set-up sopra l'Italia. I tre si lasciano anche andare a qualche doppia linea, percorrendo il tracciato insieme a pochi metri di distanza.