F1 2018, sarà lotta a 3?
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Terruzzi racconta: Formula 1 per 3

Chi sogna un anno di bagarre, con una incertezza maggiore rispetto al 2017, ha qualche motivo per essere ottimista
Di Giorgio Terruzzi
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L’inizio dell’annata motoristica offre notizie ambivalenti. Piuttosto cupe in tema di politica sportiva; piuttosto incoraggianti in tema di sport puro. Da una parte le tensioni ormai croniche tra Liberty Media e il resto della comitiva, a cominciare dalla Ferrari; dall’altra qualche profumo invitante fuoriuscito dalle protettissime cucine dei team, attive per gli ultimi giorni di test a Barcellona. Va forte la nuova Ferrari; va forte la Mercedes; sembra riuscita l’ultima nata di casa Red Bull.
Evito accuratamente di entrare in una analisi tecnica, un po’ per manifesta ignoranza personale, un po’ per una oggettiva impotenza generale a comporre un quadro esauriente; un po’ perché abbiamo imparato quanto possa essere ampia la distanza che separa le chiacchiere invernali dai dati veri, intesi come qualifiche e gara uno, Melbourne, Australia, 25 marzo.
In compenso, chi aspira ad un altro anno di bagarre, con una incertezza maggiore rispetto al 2017, ha qualche facoltà di praticare un ottimismo rassicurante. Perché l’ipotesi di avere a che fare con tre squadre in autentica competizione potrebbe costituire una costanza. Oddio, ne basterebbero anche due, come accaduto per ampia parte della scorsa stagione. Il che pare garantito dal cronometro, per quanto visto al Montmelò. La Ferrari fila e non rompe; la Mercedes continua ad ostentare un rendimento d’eccezione. Il che era abbastanza prevedibile trattandosi di macchine basate sulle sorelle maggiori, vale a dire su vetture capaci di offrire due basi eccellenti e migliorabili, grazie anche ad un regolamento stabile. Il bello sarebbe avere a che fare costantemente con una variabile ulteriore e cioè la Red Bull, cavalleria Renault permettendo. Il che significherebbe osservare sia una battaglia interna tra Verstappen e Ricciardo, presenti stabilmente e non più sporadicamente in cima alle liste; sia le reazioni di Hamilton e Vettel in caso di interferenze prolungate.
Buona partenza della RB14 nei test di Barcellona

Buona partenza della RB14 nei test di Barcellona

© Getty Images / Red Bull Content Pool

Una Formula 1 buona per 3 squadre: questo il vero rilancio auspicabile. Il che significherebbe una Formula 1 per 6 piloti, anche se qui il discorso si fa più delicato, soprattutto in caso di macchine vincenti. Perché un conto è ipotizzare il percorso di gente tipo Hamilton e Vettel, appunto, un altro è verificare ciò che accade agli altri ragazzi da prima linea.
C’è una disputa aperta tra il giovane strepitoso Max e il suo pari Daniel, da giocare in termini nuovi nel caso di candidatura al titolo, cosa che richiede tattica e testa, oltre al piede. Poi c’è da capire di che stoffa è fatto davvero mister Bottas, il cui rendimento non avrà più scudi o scuse da debutto in un team di vertice. Poi c’è da capire sino a che punto Raikkonen potrà sfruttare il privilegio di guidare una Ferrari da altissime prestazioni. Kimi, forse più di Bottas, forse più di Ricciardo, è il pilota che rischia di più. Per anagrafe, per il suo recente passato, per l’esistenza del bimbo prodigio Leclerc, pilota Ferrari prestato alla Sauber-Alfa. Alla rossa servono due piloti stabilmente in palla. Raikkonen, ultimamente, sembra viaggiare a corrente alternata. Buon divertimento dunque. A tutti loro, a tutti noi.