Johnny Marsiglia & Stabber
© Vic Quezada
Musica

Red Bull 64 Bars: Johnny Marsiglia prod. Stabber

Un nuovo appuntamento con il nostro format a base di barre infuocate e collaborazioni uniche: questa volta è il turno di Johnny Marsiglia con Stabber in cabina di regia
Di Damir Ivic
8 minuti di letturaPublished on
«Quando mi è stato chiesto di fare 64 Bars ho accettato con entusiasmo, il format è una bomba! Non ho fatto grandi ragionamenti su come impostare il testo, ma una cosa era sicura: non volevo ridurre tutto a punchlines ed esercizi di stile. Mi sono fatto ispirare da quello che ho dentro e da quello che ho attorno, come faccio sempre»: anche solo con queste parole, Johnny Marsiglia fotografa alla perfezione quanto è stata entusiasta e al tempo stesso prezioso e profondo il suo apporto.

4 min

Red Bull 64 Bars: Johnny Marsiglia prod. Stabber

Il video con le 64 barre infuocate frutto della collaborazione tra Johnny Marsiglia e Stabber

Ma ovviamente, non ci siamo fermati qui. E sempre ovviamente, non si poteva non mettere in mezzo l’altro protagonista del caso, Stabber. Che ha fatto un lavoro eccezionale. Sempre nelle parole di Johnny: «Con Stabber mi sono trovato decisamente bene, mi spiace solo che abbiamo dovuto lavorare a distanza. Lui era a Milano, io a Palermo. Mi ha mandato delle strumentali da sentire, io ho scelto quella più minimale. Tanto sapevo l’avrebbe stravolta!» (Stabber dal canto suo chiosa: «L’idea era di fare offrire qualcosa di diverso rispetto ai suoni in cui si è trovato Johnny finora. Ma lui è bravissimo: ha una capacità davvero creativa, chirurgica e tagliente nell’impostare le metriche, per questo motivo ho lavorato su una ritmica particolare, qualcosa insomma che gli consentisse di interagire in maniera non scontata»). Ancora Johnny: «La cosa curiosa è che io e Stabber ci conosciamo da anni, e tra l’altro lo rispetto enormemente per quanto è eclettico e talentuoso, ma non avevamo mai lavorato assieme prima. Mai. Ma dopo il lavoro a distanza iniziale, appena entrati nel Red Bull Studio Mobile abbiamo trovato subito la chimica giusta, un’intesa totale».
Ad un certo punto della traccia, c’è un concetto, anzi, una domanda molto importante che affiora: a cosa serve essere umili? «Mi riferisco soprattutto al fatto che l’umiltà oggi è vista come una debolezza. Tante volte mi sono sentito dire "Eh, Johnny, ma tu sei troppo umile…", come se essere invece spocchiosi anche nell’atteggiamento fosse una prova, per te e per gli altri, del tuo valore. Io sono me stesso, sono una persona riservata e tranquilla, mi piace parlare con le persone che incontro ai live o in giro, non mi pongo mai un gradino sopra nessuno e forse è proprio per questo che a qualcuno viene da dire che sono, boh, troppo umile. Poi sul palco magari è diverso, c’è una trasformazione almeno apparente, lì magari sembro effettivamente più spocchioso: ma è solo perché è lì che viene fuori la cosa che più ci tengo a mostrare – il mio talento».
Stabber

Stabber

© Vic Quezada

C’è un bel riferimento anche ad un fatto di attualità non recente, ma sempre significativo: «Anni di rap, dall’anno in cui presero Provenzano / difatti non siamo i trattori del rap italiano». Una parte che ha bisogno di una spiegazione, per essere decrittata al meglio: «Ho iniziato a scrivere testi e a fare gare di freestyle tra il 2006 e il 2007, nel periodo insomma in cui arrestarono Bernardo Provenzano, quello che all’epoca era considerato da tutti il capo di Cosa Nostra. Tra l’altro lui era soprannominato ‘u’ tratturi’ (per la violenza e l’inesorabilità con cui schiacciava le sue vittime, NdI), e questa era una immagine che mi era sempre rimasta impressa».
In generale, è un bel periodo per Johnny. E non solo per lui. «Secondo me oggi il rap italiano gode di ottima salute. Ci sono tante realtà che propongono diverse sfaccettature e diversi punti di vista, e questo non può stimolare tutti, nessuno escluso. Io di sicuro in questo periodo mi sento molto stimolato: ho tanta voglia di scrivere, di mettermi in gioco e di spaccare il mondo. Competizione sana, insomma. Perché il rap è competizione. Come del resto moltissimi altri ambiti. Lì dove c’è competizione c’è anche odio ed invidia, inevitabile; ma questo non significa che nel rap non sia possibile stringere rapporti veri (anche se ovviamente non è che siamo tutti amiconi, sarebbe stupido fingere sia così). Il punto è: penso che concentrarsi troppo sugli altri e su quello che fanno ha una pessima controindicazione. Ovvero, ti fa perdere il focus, ti distrae… ti rende quindi meno efficace. Quindi ben venga la competizione, ma non è quella verso gli altri che ci fa crescere veramente. O almeno, non solo quella. La competizione più importante è quella con se stessi. Voglio essere ottimista: ho l’impressione che questa cosa la stiano capendo in molti, ormai. Vedo lì fuori un sacco di ragazzi giovani che hanno gran belle potenzialità, ma soprattutto usano le loro energie non per commentare quello che fanno gli altri quanto piuttosto per alzare il proprio livello. Anche a Palermo, nella mia Palermo, vedo molto fervore. Sta tutto in loro, hanno il loro destino nelle mani: devo usare questo fervore nel modo migliore possibile».
Johnny Marsiglia

Johnny Marsiglia

© Vic Quezada

Johnny Marsiglia – incrociando le armi creative con quelle, affilatissime e fuori dagli schemi, di Stabber – anche in questo 64 Bars ha decisamente alzato il livello: andando al di là della routine, del semplice testo “da battaglia” o da vanagloria. Analisi sottili, istantanee velenose, perché «…fuori da qui fa freddo» come dice lui stesso nella traccia. Il punto è che accompagnati dalle sue parole, respiri il calore di un rap che torna a scavare in profondità, diventando un alleato prezioso per chi non vuole fermarsi solo alla superficie. Sessantaquattro barre di qualità. Sessantaquattro barre da tenere bene in mente.
Stabber & Johnny Marsiglia

Stabber & Johnny Marsiglia

© Vic Quezada

Le lyrics di Red Bull 64 Bars - Johnny Marsiglia feat Stabber

Sogni da sveglio
Da quando metti i piedi fuori dal letto

Red Bull originale

Red Bull Energy Drink

Red Bull Energy Drink
Fuori da qui fa freddo
Il quartiere sembra fuori dal tempo
Mi dicevano: "devi andare fuori da qui fuori dove viene fuori l'accento"
Ho visto tizi fare da 0 a 100
prima che il cuore schizzi fuori dal petto
mi vedi qui sono ancora qui e ancora non cambio assetto
Finché i sogni sfonderanno il cassetto
Anche se perdo bro non cambio campetto
Anche se la disciplina nazionale è diventata commentare e soprattutto credere in chi sospetta e giudica il mondo per il suo aspetto, aspetta
È da un tempo che sento parlare di niente
mica gente razzista ma semplicemente diversamente intelligente
una frase su un muro fa: "Gesù sente Gesù vede"
Si ma che succede
Se non c'è più fede?
È tutto normale uh non male
Vuoi giocare sporco uh non vale
Sto gioco non piace è un trip che non sale
Io non vedo talent Tu si che no vales
L'equipaggio ti insegna a volare
Portiamo il livello su Marte poi lo trasportiamo in un altro sistema solare
anni flashback come stress per un cuore sano
anni di rap dall'anno in cui presero Provenzano
difatti non siamo i trattori del rap italiano ci chiedono come stiamo con le ruote nel fango che descriviamo pesanti come l'aria che respiriamo
Che pensi ah? Che mi impressionino questi El Chapo con soli due pezzi in mano con i soldi e due etti nell'imbottitura del divano non te ne intendi? bravo
Come ti senti come ti difendi ah? Come la metti quando sei in mezzo
è un uragano e non c'è riparo.. (chiaro)
Se Non sei apposto chiuditi
In casa metti solo ansia come airport security
Mi dicevano: "è meglio che studi
sei bravo lo dicono 3/4 inutili stupidi e sei il capo della community contano i numeri numeri" fiumi di numeri
Io voglio la mia via per raggiungerli
Calcolo gli utili
Fuori dal mondo con le tasche piene di domande futili
A cosa serve morire da eroi? a cosa serve oggi essere umili?
Sogni da sveglio
Da quando metti i piedi fuori dal letto
Fuori da qui fa freddo
Il quartiere sembra fuori dal tempo
Mi dicevano devi andare fuori da qui fuori dove viene fuori l'acc..
fuori da qui fuori dove viene fuori che
Amo girare da solo per strada da me senza portare la gang
Sotto casa sembra una pellicola un mix tra Ragazzi Fuori e La Haine
Faccia scura per natura cazzo vuoi chi t'incula se mi chiami "my friend"
Vivo in un posto soleggiato dove nella zona d'ombra trovi gli habitué
Palermo centro baby dove vedi il bello il
marcio sempre a due passi da te
Mi hanno detto: "J falli fuori ok? si spocchioso dai chi se non te"
Diglielo man
la competizione fa bene allo spirito
è come un antidoto
facciamo ritornare in studio il tuo idolo
solo per darti una botta d'ossigeno
Che quando uscirá i fan diranno: "tutti a casa tutti come minimo"
Pagherò un anno d'affitto in anticipo
In questo gioco L'Odio ha un peso specifico e sento quasi quasi Hubert dire a Vinz: "Non hai il fisico"
Ogni regola scritta non è legge
Ogni rapper veste i panni di chi fa la festa ai rappers
Ogni stronzo dice: "io non sono come certe merde"
ogni giorno è un test e non devo fare certe scelte tra vite perse
Prive d'interesse è come se dipendesse solo dalle dipendenze
La tua condizione non serve
La tua opinione non serve
La tua compassione la tua approvazione il tuo finto amore non serve
nella mia città natale le vie del Signore sono infinite il problema è la manutenzione stradale
E cosa è successo alla vita reale?
Perché dal vivo non sei lo stesso? Vabbè dammi una stretta di mano virtuale oh cristo
Sembra Black Mirror pit stop street food
Cani randagi pit bull quanti fantasmi hai visto oh cristo
Fanno: "la situazione è da brividi"
Io ho solo orgoglio senza limiti
Per la mia pelle e le mie origini