Diss Gacha
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Musica

Diss Gacha ci sta mostrando il suo lato sentimentale

Il nuovo singolo con Drast dà una luce inedita al rapper torinese, che rimane comunque fedele a se stesso.
Di Claudio Biazzetti
5 minuti di letturaPublished on
Non si può negare a Diss Gacha un certo fascino. Se ne sono accorti pure quelli di Dolce & Gabbana che, al secondo pezzo del rapper torinese dedicato al brand (è un po' la sua ossessione), si sono presi bene e l'hanno invitato anche alla sfilata qualche tempo fa.
È solo uno dei lati di Gabriele Pastero, trap boi classe 2001 che dopo una sfilza di singoli con un'anima spaccona ha deciso di implementare un po' il lato sentimentale. Il singolo si chiama Rick Owens e ovviamente il feat è con quel cuoricino di Drast degli Psicologi.
Come stai?
Mah, bene dai. Domani abbiamo addirittura due live in un giorno.
Sei un po' teso?
Nono, ormai sono entrato nel mood in cui me li godo abbastanza. È più che altro che non ci era mai capitato di fare due live nella stessa sera. Una doppietta non ci era mai capitata. Però non credo ci sia troppa differenza dagli altri live. Bisogna solo fare un po' più in fretta. Facciamo il primo live a Modena e poi andiamo a Parma.
Comunque, rispetto ai tuoi altri singoli, questo Rick Owens con Drast ha una vena molto romantica.
Sì, ma non so se lo definirei proprio romantico. È una parte di me che secondo me mi richiedeva da tanto la mia fanbase ma che non ho mai dato finora. La richiesta è stata soddisfatta solo ora. Secondo me serviva anche Drast. Il pezzo lo avevo fatto io. Non sapevo se chiuderlo con la seconda strofa. Ho provato io a scriverla ma non mi convinceva, non ci azzeccava molto con la prima. Nel mentre ci stavamo sentendo con Drast che voleva fare qualcosa di nuovo. Gli ho mandato questo e gli è piaciuto tantissimo. Ora posso dire di aver "sbloccato" questa parte: è una roba che i fan mi hanno sempre chiesto tantissimo, anche commentando le mie foto. C'era un po' il mood del "chissà se Gacha ha quel lato". E sì, ce l'abbiamo.
Il lato meno spaccone?
Sì, e io quel lato ce l'ho tantissimo. Quindi è importante farlo emergere. Questa è nata come un'esplorazione di qualcosa di nuovo. Ne è valsa la pena. Di solito quando provi qualcosa di nuovo ci metti un po' prima di trovare una chiave giusta. Invece qui mi sono trovato subito. La sento tanto mia come canzone.
Sì, e poi ha comunque un filo logico con quello che hai sempre fatto.
Sì, una cosa che mi piace è che tutto abbia un filo logico. E mi fa piacere che ora lo dica anche tu. Ho una mia visione delle cose che è quella, e non cambia in base al mood o al genere delle canzoni.
E invece questo tuo genere tipo Lamborghini Narcos da dove nasce?
Anche qui credo che sia figlio della sperimentazione. Abbiamo provato tanto col mio produttore e capendo cosa ci piace e cosa no abbiamo trovato un po' il nostro. Io comunque scrivo sempre sui beat, quindi nasce in primis dal beat.
Però ci sono anche tanti riferimenti a GTA.
Sì, ma questa è una roba assurda perché io non sono manco troppo fan. Non gioco troppo ai videogiochi. Non è tanto il mio mondo, neanche quando ero piccolo. L'unico gioco a cui abbia giocato un pochino, sì, è GTA V.
E un album?
Sicuramente arriverà prima o poi il momento di un album. Quando l'anno scorso abbiamo fatto uscire Lamborghini Narcos siamo andati in America un mese per lavorare proprio in ottica di un album e non so: ci siamo resi conto che un album per noi è tanto importante e sono importanti i concetti che stiamo portando avanti. È importante farlo uscire a tempo debito, al momento giusto. Né per come sta andando il mercato musicale, né per come mi sento io. Stiamo lavorando davvero tanto, con tanti singoli per non stare fermo. Quando sarà il momento, arriverà un album. Magari per il momento si potrebbe pensare a un EP o un pack. In studio abbiamo anche una lavagna con i nomi di tutti i nomi dei pezzi scritti per un ipotetico album. Ma non è ancora il momento.
E come si spiega la tua affiliazione a Dolce & Gabbana? Sei anche andato alla sfilata.
Praticamente, io sono sempre stato legato a Dolce & Gabbana come brand. All'epoca avevamo anche fatto uscire Riviste Gabbana. E mi ricordo che un modello che lavorava per loro un giorno mi ha detto che a Dolce & Gabbana ascoltavano proprio la mia canzone. Poi abbiamo fatto uscire aka DOLCE&GABBANA e l'interesse da parte loro è cresciuto ancora. Finché non abbiamo fatto un colloquio in cui loro mi hanno sostanzialmente chiesto come mai io parlassi così tanto di D&G: io gli ho spiegato che come mood è tanto vicino a me, per quanto uno sia un brand di moda e io faccia musica. Tradizione, italianità vera. E loro si sono gasati.
Sì, e poi è raro che i brand si prendano bene. Di solito queste cose finiscono con un cease & desist dagli avvocati del brand.
Anche io ho pensato la stessa cosa. In realtà lo hanno apprezzato. Adesso il brand ha riconosciuto quello che facciamo, ma la cosa principale non era arrivare al marchio. Era più un nostro percorso. Sono nato Gabbana e morirò Gabbana.