Il pilota di Formula E Daniel Abt al Red Bull Ring, Austria.

Tutto quello che devi sapere sulla Formula E

© Philip Platzer/Red Bull Content Pool

La guida alla serie elettrica che si prepara al suo primo GP (E-Prix) italiano, sabato 14 a Roma

Mentre l’attenzione dei petrolhead di tutto il mondo è in gran parte rivolta alla stagione di Formula 1, che entra nel vivo con il back to back Bahrain - Cina, dalle nostre parti sale la curiosità per la giovane sorella tutta ecologia e sostenibilità, la Formula E. Complice anche il primo grande evento italiano del campionato nato nel 2014: l’E-Prix di Roma, settimo round della stagione 2017-2018, in programma sabato 14 aprile sulle strade dell’Eur. Attesa e curiosità confermate dai numeri della vigilia: i biglietti per le tribune (complice il prezzo decisamente più popolare rispetto alla F1, 35 euro) sono andati esauriti in pochi giorni, e i 15.000 accessi alla zona prato (gratuiti previa registrazione sul sito ufficiale dell’evento) si sono volatilizzati presto. 

Se non vi siete mossi per tempo avete quindi pochissime speranze di poter assistere dal vivo al debutto italiano del Mondiale per auto elettriche. Potete comunque sintonizzarvi su Italia 1, che quest’anno trasmette tutte le gare del campionato di Formula E, e unirvi a una platea mondiale cui concorrono oltre 50 emittenti sparse sui 5 continenti, per un’audience globale che grazie anche allo streaming online è stimata in 20 milioni di spettatori. Non male per una serie nata solo 4 anni fa. Se vi siete persi qualche puntata precedente, o magari non ne sapete proprio nulla, qui c’è tutto quello che vi serve per presentarvi pronti all’appuntamento. Prima però diamo un occhio alla lunga presentazione video ufficiale dell'appuntamento romano, che potete seguire su Italia 1 dalle 12.40 sempre in diretta fino al momento della gara alle 16.00.

Cos’è esattamente la Formula E?

Iniziamo dalle basi. La Formula E, o per essere più precisi il Campionato ABB di Formula E (nome ufficiale dopo l’accordo pluriennale con la ABB, multinazionale svizzera che opera nelle tecnologie per l'energia e l'automazione, diventata title sponsor della serie) è l’unico campionato al mondo per monoposto interamente elettriche. L’idea è nata nel 2011, mentre la prima gara si è tenuta il 13 settembre 2014 a Pechino. Fin dagli inizi tutte le gare sono state organizzate su circuiti cittadini temporanei: in quella prima stagione, dopo Pechino, si sono visti E-Prix a Buenos Aires, Miami, Berlino, Mosca e Londra. Quest’anno il calendario, oltre a quella di Roma, prevede tappe anche a Città del Messico (dove si è corso il 3 marzo), Parigi (28 aprile), Zurigo (10 giugno) e New York (con due gare che chiuderanno la stagione il 14 e 15 luglio). 

Come si è arrivati al Campionato elettrico?

L’idea di un campionato riservato a monoposto elettriche nasce dagli sforzi congiunti di Jean Todt, presidente  della FIA - Federazione Internazionale dell’Automobile - e Alejandro Agag, uomo d’affari spagnolo da tempo coinvolto nel mondo del motorsport in veste sia di imprenditore sia di proprietario del Barwa Addax Team, squadra attiva e vincente in GP2 e GP3. Agag, abilissimo uomo di relazioni pubbliche (molto legato tra gli altri a Falvio Briatore e Bernie Ecclestone) è considerato la vera forza trainante dietro la crescita del Campionato, di cui attualmente è CEO e Presidente. Il processo è stato molto rapido: se ne è iniziato a parlare concretamente nel 2012 e il 13 settembre 2014, dopo alcuni eventi dimostrativi realizzati nel 2013, si era già in pista a Pechino per la gara inaugurale del primo Mondiale.

Perché è nata la Formula E?

L’obiettivo dichiarato era quello di dare un contributo ufficiale allo sviluppo del mercato dell’auto elettrica. Da un lato, accelerando (come sempre avviene nel motorsport) la ricerca e l’adozione di soluzioni sempre più efficaci e quindi lo sviluppo tecnologico di questi veicoli. Dall’altro, contribuendo con l’impatto mediatico di una vera competizione a sconfiggere molti dei pregiudizi che ancora penalizzano le auto elettriche, in particolare quelli sulle loro performance. L’accoglienza iniziale non è stata calorosa, con molti appassionati che dopo aver visto le auto - e soprattutto averne sentito il rumore - hanno liquidato il tutto come un esperimento curioso destinato a un rapido fallimento. Le polemiche non hanno fermato però la crescita della serie, che stagione dopo stagione è riuscita ad attirare piloti competitivi, grandi marchi e nuove schiere di tifosi. 

Daniel Abt showing what Formula E cars can do at the Krone E Mobility Play Days at Red Bull Ring, Spielberg, Austria in 2017.
Daniel Abt in a Formula E car

Come fa una competizione di motorsport a essere amica dell’ambiente?

Tutta la ragion d’essere, e gran parte della comunicazione della Formula E, ruotano attorno alla sua eco-sostenibilità, con i costruttori impegnati a sviluppare e testare - col pretesto della competizione - nuove tecnologie che dovrebbero poi essere trasferite nella produzione di serie, per contribuire allo sviluppo del mercato dell'elettrico e per combattere il cambiamento climatico. I responsabili della Formula E affermano che per loro concetto di sostenibilità significa «ridurre il più possibile la nostra impronta ecologica e avere un impatto significativo sulle abitudini delle persone, e quindi sul pianeta». Per farlo, il campionato non solo usa combustibili 100% rinnovabili e pneumatici che durano un’intera gara e possono poi essere riciclati, ma incentiva anche l’utilizzo dei trasporti pubblici: non ci sono parcheggi per auto private agli eventi di Formula E. Per comunicare la propria diversità e la propria missione ecologica, oltre alle gare, ci si affida a progetti speciali e a produzioni video molto spettacolari, come questa in cui Jean-Eric Vergne sfida con la sua Techeetah un ghepardo.

Quali sono le regole?

Fin qui principi e teoria, ma quando si scende in pista come funzionano le cose? Come in F1 in palio ci sono 2 titoli: quello per i piloti, che tiene conto dei punti conquistati in tutte le gare, e quello per i team, in cui si sommano i punti ottenuti dai 2 piloti che ogni team schiera al via. Il sistema di punteggio è identico a quello della F1 (25, 18, 15, 12, 10, 8, 6, 4, 2, 1 punti dal primo al decimo classificato), ma rispetto alla sorella maggiore la Formula E assegna anche 3 punti all’autore della pole, e 1 punto aggiuntivo a chi tra i piloti in Top 10 ha realizzato il giro più veloce. Durante i Gran Premi, qui chiamati E-Prix, ogni pilota deve effettuare un pit-stop obbligatorio per sostituire la vettura, dal momento che la carica delle batterie non è sufficiente a coprire l’intera gara. 

Non è consentito il cambio gomme, se non in caso di foratura o danneggiamento. Il classico format di gara prevede che tutto si svolga in un’unica giornata, come potete vedere nel programma ufficiale dell’E-Prix di Roma: 2 sessioni di prove libere al mattino, qualifiche all’ora di pranzo e gara al pomeriggio. Nelle qualifiche i piloti sono divisi in gruppi da 5, con 6 minuti a disposizione per fare segnare un tempo cronometrato. Alla fine di questa prima fase i 5 migliori partecipano alla Super Pole: un giro secco a testa, utile a determinare le prime cinque posizioni in griglia.

È vero che i tifosi partecipano attivamente alle gare?

Sì, grazie al meccanismo del FanBoost: a partire da 12 giorni prima della gara i tifosi possono votare il loro pilota preferito via Twitter o Instagram usando l’hashtag #FanBoost seguito da quello del pilota che vogliono votare. Ai tre più votati viene concesso in gara di usare un extra di potenza di 30 kW per un tempo limitato a 5 secondi, superando il limite fissato a 180 kW (245 cavalli).

Team e costruttori

La stagione 2017-2018 vede al via 10 team, ognuno dei quali schiera 2 piloti. All’inizio la Formula E prevedeva per tutte le squadre un unico modello di monoposto elettrica, la Spark-Renault SRT 01E, costruita da Spark Racing Technology in cooperazione con Renault, con telaio disegnato dall'italiana Dallara, motore sviluppato da McLaren Electronic Systems, cambio Hewland a 5 marce e batterie realizzate dalla Williams. A partire dalla seconda stagione i team hanno avuto la libertà di sviluppare autonomamente il motore, il cambio e il sistema di raffreddamento. Questo ha contribuito ad attirare i grandi costruttori, che al momento e soprattutto in prospettiva, rappresentano l’asset principale di questo campionato: accanto a Renault, coinvolta come detto fin dall’inizio, la Formula E vede già oggi la partecipazione di Jaguar, Citroën e Audi, che dopo aver supportato dall’esterno nei primi 3 anni il team Sport ABT da quest’anno ha intensificato il suo programma elettrico trasformandolo in un vero team factory. 

Confermato per l’anno prossimo l’ingresso di BMW, al momento partner del team MS&AD Andretti, e Nissan, mentre si parla insistentemente dell’imminente arrivo di Mercedes e Porsche. Ad attirare i grandi marchi contribuirà anche la nuova generazione di monoposto elettriche presentate all'ultimo Salone di Ginevra e in pista dalla prossima stagione: sempre firmato da Spark Racing Technologies, il nuovo concept porterà al debutto batterie dalla capacità raddoppiata, che renderanno superfluo il cambio auto a metà gara. Completamente rivoluzionato anche il disegno aerodinamico, con la presenza dell'Halo e l'adozione di ampie superfici aerodinamiche anteriori e posteriori che trasformeranno di fatto la Formula E in una serie a ruote coperte.

I piloti

Anche sul fronte piloti si è assistito a una crescita progressiva del livello della competizione: l’albo d’oro conta già nomi conosciuti agli appassionati come quelli di Nelson Piquet Jr., Sébastien Buemi e Lucas di Grassi, tutti con un passato in F1 e tutti ancora in griglia in questa quarta stagione della Formula E. A loro potrebbe aggiungersi quest’anno Jean-Eric Vergne, pilota Toro Rosso fino al 2014, attualmente in testa al campionato. Ci sono poi Nick Heidfeld e Antonio Felix Da Costa, ex Red Bull Junior Team e collaudatore di Red Bull Racing, Kamui Kobayashi, 76 GP e 1 podio in F1, André Lotterer, vincitore di 3 edizioni della 24 Ore di Le Mans, Luca Filippi, alla sua prima stagione quest’anno e ancora in fase di apprendistato: per lui per ora solo 1 piazzamento in Top 10 nella gara d’esordio a Honk Kong.

2016 Formula E champion Sébastien Buemi, who also races in the FIA World Endurance Championship.
2016 Formula E champion Sébastien Buemi

Cos’altro devo sapere?

Devi sapere che l’E-Prix è solo uno degli ingredienti, per quanto il principale, degli eventi di Formula E. La serie è alla continua ricerca di nuovi modi per combattere la sua battaglia in favore della sostenibilità e della modernità: in quest’ottica si inserisce lo sviluppo del progetto Roborace, la prima auto da corsa senza pilota, che scende regolarmente in pista quale evento dimostrativo di contorno degli E-Prix. L’auto a guida autonoma Robocar ha già scritto una pagina di storia quando nel maggio 2017 è riuscita a completare un giro del circuito dell’E-Prix di Parigi, e attualmente gli ingegneri sono al lavoro per migliorarne performance e velocità.