Lorenzo Mark Finn ha vinto tutto quello che poteva tra gli Under 23 e ora con le ali che fuoriescono dalla maglia della Red Bull Bora Hansgrohe è pronto a spiccare il volo tra i grandi. Nel 2026 il nuovo fenomeno del ciclismo mondiale ha realizzato la doppietta Giro d'Italia Next Gen - Tour de l'Avenir, concludendo una carriera giovanile che lo proietta tra i talenti più interessanti del panorama internazionale.
53 anni dopo Giambattista Baronchelli, era il 1973, un altro italiano conquista il Tour de France dei giovani, firmando una vittoria che è già storia. Con questo trionfo, Finn eguaglia proprio il famoso Tista: gli azzurri sono gli unici due corridori capaci di vincere nello stesso anno il Giro d’Italia U23 e il Tour de l’Avenir, un doppio sigillo che definisce la dimensione del 19enne genovese, ormai prossimo al professionismo.
Dopo aver vestito la maglia iridata e quella rosa, Finn puntava alla gialla
© Twila Federica Muzzi / Red Bull Content Pool
Il capitano della Red Bull Bora Hansgrohe Rookies ha dominato la corsa. La maglia gialla definitiva l'ha indossata ieri ai 2.275 metri di Ceresole Reale-Lago Serrù, traguardo della settima e ultima tappa del “piccolo Tour de France” dopo averla ipotecata nella cronoscalata di due giorni prima da Les Carroz a Flaine, sulle Alpi francesi (Alta Savoia). A dire la verità aveva indirizzato subito al meglio l’Avenir, guadagnando 2' sui rivali più accreditati nella prima frazione. Tra crono e salita, ha sbaragliato la concorrenza, chiudendo ieri a braccia alzate in solitaria con un margine finale in classifica generale di 2'34” su Niels Driesen (Lotto) e 3'42” su Matteo Vanhuffel (Picnic Devo), i due belgi che hanno completato il podio dell'edizione 2026.
Appena qualche metro dopo la linea del traguardo finale, è sceso dalla bici e l’ha sollevata verso il cielo come un gladiatore. «Sono davvero felice. Vincere una tappa in montagna, e per di più in maglia gialla, rappresenta la ciliegina sulla torta. Devo ringraziare la squadra, tutti si sono spesi per me e insieme abbiamo concretizzato il piano che avevamo in mente». Ad abbracciarlo non sono mancati mamma Chiara, papà Peter e la fidanzata Fabiana, sempre al suo fianco, oltre ai compagni e pure i rivali, che riconoscono in Lorenzo un atleta fuori dal comune.
Lorenzo ha sempre al suo fianco i genitori e la fidanzata Fabiana
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Per la corsa francese è abitudine lanciare campioni: Felice Gimondi la conquistò nel 1964, Greg Le Mond nel 1982, Miguel Indurain nel 1986, Tadej Pogacar nel 2018, solo per citare qualche esempio.
A premiarlo, a proposito di leggende, il bretone Bernard Hinault, che in carriera ha conquistato 11 grandi giri, 5 Monumenti e un Mondiale, che ha speso bellissime parole per lui. «Nel 2024 aveva già vinto il Mondiale juniores, gli indizi a suo favore ormai sono tanti, lo si può considerare un potenziale campione. È un corridore completo con una grande attitudine offensiva, i successi più importanti li ha già ottenuti staccando tutti».
L'Italia ha conquistato tutte le classifice al Tour de l'Avenir
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"Lollo", così lo chiamano in famiglia, ringrazia per la fiducia ma resta con i piedi per terra. «Questi due anni tra gli Under 23 sono stati belli e intensi, con alti e bassi. Gli obiettivi che avevo sono riuscito a centrarli, ho imparato a conoscere meglio il mio corpo, apprendere come gestire al meglio le gare e i ritiri. Tutte cose che mi serviranno. Ho chiuso un cerchio e ora mi sento pronto per il salto tra i grandi, questa era l’ultima corsa nella categoria minore. Tra i professionisti sarà un'altra storia, tutta ancora da scrivere» ha commentato il ligure che negli ultimi 11 mesi con i Red Bull Rookies aveva già conquistato il Campionato del Mondo in Ruanda e la maglia rosa del Giro Next Gen.
Lorenzo Finn si è dimostrato il più forte su ogni terreno
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In stagione finora Lorenzo Finn ha alternato gare giovanili e corse tra i grandi (i primi successi li ha ottenuti a inizio luglio al Sibiu Tour, in Romania). Ha dovuto fare i conti con un imprevisto al Tour of the Alps, quando è caduto e si è fratturato un polso: poi si è rimesso in carreggiata e già a giugno, alla corsa rosa "baby", aveva sbaragliato la concorrenza.
Adesso dopo i meritati festeggiamenti, parteciperà ad alcune corse italiane con la prima squadra e vivrà il suo primo mondiale tra i professionisti il 27 settembre a Montreal, in Canada. Con lui, nella Nazionale del CT Roberto Amadio, La Gazzetta dello Sport ha anticipato che dovrebbero esserci i suoi due compagni della Red Bull Bora Hansgrohe Giulio Pellizzari e Mattia Cattaneo, oltre a Giulio Ciccone, Alberto Bettiol, Davide Piganzoli e Christian Scaroni.
In attesa dell'ufficialità delle convocazioni, è di buon auspicio che dall'Avenir l'Italia abbia portato a casa tutte le classifiche: maglia bianca dei giovani e a pois della montagna grazie a Lorenzo, a cui va aggiunta quella verde dei punti di Thomas Capra (Bahrain Devo).
Ai prossimi Campionati del Mondo Lorenzo Finn correrà con i professionisti
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«Questa era una corsa importante per me e il team, un chiaro obiettivo, sono orgoglioso che lo abbiamo raggiunto - ha dichiarato al termine del Tour de l'Avenir. - Ora però si azzera tutto e si riparte. Da oggi si apre un nuovo capitolo». Non vediamo l'ora di leggerlo.