Cycling
Incontra Giulio Pellizzari, la speranza italiana per il Giro d'Italia
Il talento marchigiano ha dato prova di sé nella sua stagione di debutto con la Red Bull - BORA - hansgrohe e, ora si appresta ad affrontare il suo terzo Giro d'Italia con i gradi di capitano.
Giulio Pellizzari si descrive come un "ragazzo normale a cui piace andare in bicicletta". Ma non sono molti quelli in grado di confrontarsi con Tadej Pogačar alle prime esperienze su un palcoscenico importante come il Giro d'Italia. Il marchigiano era al debutto nel suo Grande Giro di casa nel 2024 e allora descrisse l'esperienza di attaccare la maglia rosa come la più incredibile della sua carriera.
Anche se alla fine non vinse la tappa, la sua performance gli garantì il secondo posto nella classifica riservata agli scalatori e mise in luce il suo potenziale. Red Bull - BORA - hansgrohe l'ha notato e il 22enne si è subito impegnato a dimostrare quanto di buono prometteva nel WorldTour.
Dagli anni della formazione all'obiettivo di regalare all'Italia la vittoria al Giro d'Italia che manca da Vincenzo Nibali 2016, ecco come Giulio Pellizzari è arrivato ai vertici di questo sport.
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Diventare professionista è stato un sogno che si è avverato
Cresciuto nel piccolo comune di San Severino Marche, gli anni della formazione di Pellizzari sono trascorsi pedalando ai piedi dell'Appennino con il fratello maggiore e correndo nei fine settimana. Ma il suo talento naturale non è stato subito evidente.
"Quando ero giovane, non ero abbastanza forte. Ero bravo a scalare, ma non in gara perché non c'erano salite" racconta. Ma non si è lasciato scoraggiare. "Ho sempre creduto nel mio sogno. Volevo diventare un ciclista professionista. Ho dato il massimo nel ciclismo".
Ha perseverato e nel 2022 ha realizzato l'ambizione di una vita, firmando per la Professional italiana VF Group-Bardiani CSF-Faizanè. "Ora sono qui, per fortuna, e non è solo merito mio. Per essere arrivato nella massima categoria devo dire grazia alla mia famiglia e a madre natura".
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Far girare la testa sul palcoscenico più grande
Nelle sue tre stagioni con la VF Group-Bardiani CSF-Faizanè, ha iniziato a mettere insieme risultati impressionanti: una vittoria di tappa e il secondo posto assoluto al Tour de l'Avenir 2023 (il Tour de France junior); top 10 al Tour of the Alps 2024. Ma è stata la sua performance al suo debutto nel Grande Giro - il Giro d'Italia del 2024 - a far sì che molti giornali italiani lo descrivessero come "il futuro del ciclismo in Italia".
"È stata molto dura perché per le prime due settimane sono stato malato" ricorda. Ma la possibilità di gareggiare nella corsa più importante della sua nazione ha mascherato parte del dolore. "Il Giro non è una corsa normale. Ogni strada è rosa e vive una festa".
Pellizzari non si è lasciato condizionare dalla malattia e ha dimostrato di essere all'altezza dei migliori corridori del mondo quando la corsa ha iniziato a salire all'insù. Con un secondo posto nella 16ª tappa ha dimostrato di poter tenere il passo di Dani Martínez della Red Bull - BORA - hansgrohe sul Monte Pana, mentre ha avuto il coraggio di attaccare il leader della corsa, Pogačar, sulla salita del Monte Grappa nella penultima tappa del Giro, assicurandosi il secondo posto nella classifica riservata agli scalatori proprio alle spalle del suo idolo.
"È stato un momento molto emozionante. Ho preso tutta l'energia dalle persone [a bordo strada] che hanno pronunciato il mio nome. I tifosi italiani amano molto la maglia azzurra (che indossava perchè Pogacar era in rosa, ndr). È stato incredibile indossarla a Roma, nell'ultima tappa vicino a casa mia. È stata una grande emozione tutto il Giro".
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Dimostrare il proprio valore nel WorldTour
Le prestazioni di Pellizzari hanno attirato l'attenzione della Red Bull - BORA - hansgrohe, che ha offerto al talento emergente il suo primo contratto WorldTour. L'italiano ha notato un'immediata differenza dopo il salto di qualità.
"Prima la mia squadra era una realtà familiare. Ora mi trovo in un mondo più grande e diverso. Molte persone lavorano per noi corridori, ognuna di loro con la propria professionalità mi aiuterà a migliorare".
Il talento marchigiano si è ambientato subito bene e non è parso essere preoccupato per il passaggio alla classe regina del ciclismo su strada. Nella sua prima corsa a tappe per la squadra, alla Volta Ciclista a Catalunya di marzo, si è piazzato al 16° posto come gregario durante la vittoria di Primož Roglič, ma il risultato sarebbe stato il suo peggiore in una corsa a tappe in tutta la stagione.
Pellizzari corre per la Red Bull - BORA - hansgrohe al Giro d'Italia 2025
© Charly López/Red Bull Content Pool
È stato arruolato con poco preavviso nella squadra del Giro d'Italia per svolgere un ruolo simile a quello di Roglič - l'intenzione iniziale della squadra era quella di farlo crescere lontano dai riflettori dei media italiani. Ma il precoce talento ha dimostrato di saper gestire la pressione aggiuntiva, correndo per lo sloveno mentre puntava alla sesta vittoria in un Grande Giro e aiutandolo a conquistare la maglia rosa, vestita in due occasioni.
Nel giorno in cui Roglič si è ritirato dalla corsa per infortunio durante la 16ª tappa, Pellizzari ha colto la sua opportunità, staccando il gruppo dei favoriti per arrivare terzo e iniziare a scalare la classifica. Anche se non è riuscito ad andare oltre il sesto posto in GC e il secondo nella classifica dei giovani, il suo è stato un risultato impressionante nel suo primo Grande Giro per la sua nuova squadra.
Il suo secondo Grande Giro della stagione, La Vuelta, è stato una copia carbone in termini di risultati finali, dato che Pellizzari ha corso in appoggio al compagno di squadra Jai Hindley. In realrà ha anche conquistato la sua prima vittoria di tappa in un Grand Tour nella corsa spagnola, attaccando in solitaria a 3,5 km dall'arrivo della 17a tappa sull'imponente Alto de El Morredero, e staccando i favoriti della classifica generale Tom Pidcock, Jonas Vingegaard e João Almeida.
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Imparare a vincere
Pellizzari è arrivato a questo punto della sua carriera seguendo l'istinto, ma sa che non può seguire solo il cuore. "A volte non va bene se si vuole vincere. Ad esempio, nel Campionato del Mondo 2024, quando ero under 23, mancavano 60 km al traguardo, mi sentivo molto bene e ho deciso di attaccare. Ho perso per questo motivo. Avevo le gambe per vincere e sono arrivato 11°".
Ora si controlla di più e cerca di non lasciare nulla al caso per puntare al risultato pieno. "Ho molto da imparare. Non si tratta solo di gambe, ma anche la mente è importante: l'atteggiamento, la pressione" ha ribadito in più occasioni.
"È difficile, ma se penso che il mio momento arriverà, sono rilassato. Non ho ansie. Credo che la squadra sappia come selezionare un corridore e permettergli di performare al meglio, io credo nei miei compagni e sono sicuro che insieme al nostro staff possono aiutarmi a tirar fuori il meglio di me".
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I preparativi per il Giro d'Italia del 2026
Invece di essere un sostituto dell'ultimo minuto, Pellizzari questa volta inizierà il Giro d'Italia 2026 come leader della Red Bull - BORA - hansgrohe insieme a Jai Hindley. Il suo avvicinamento al terzo Grande Giro "di casa" è stata a dir poco eccezionale.
La sua stagione è iniziata a febbraio alla Volta Comunitat Valenciana, dove ha vinto la classifica dei giovani e si è classificato terzo nella generale dietro a João Almeida e al vincitore e compagno di squadra Remco Evenepoel. Sono seguite due gare di un giorno, tra cui la Strade Bianche in Toscana, prima di partecipare alla Tirreno-Adriatico di sette giorni insieme a Roglič e Hindley, dove Pellizzari avrebbe avuto la meglio sui suoi compagni di squadra vincitori di un Grande Giro e si sarebbe piazzato terzo in classifica generale.
A seguire Giulio ha corso altre due corse di un giorno (tra cui la Monumento Milano-Sanremo) prima di guidare per la prima volta una selezione della Red Bull - BORA - hansgrohe al Tour of the Alps ad aprile. Ha eccelso nel suo ruolo di capitano, vincendo due tappe e la classifica generale, battendo atleti del calibro di Egan Bernal, Ben O'Connor e Tom Pidcock e conquistando la sua prima vittoria in una corsa a tappe da professionista. La sua ultima gara "test" prima della Grande Partenza bulgara del Giro d'Italia 2026 non poteva andare meglio.