I training camp delle squadre sono finiti, le gare di preparazione sono state disputate ed è quasi ora del momento clou del calendario del ciclismo su strada: il Tour de France. L’edizione 2026 è la 113ª della manifestazione e prenderà il via a Barcellona sabato 4 luglio; i corridori taglieranno il traguardo dell’ultima tappa sugli Champs-Élysées acciottolati di Parigi 23 giorni e 21 tappe dopo, domenica 26 luglio.
Il team Red Bull – BORA – hansgrohe affronta il suo terzo Tour de France con la sponsorizzazione di Red Bull, con Remco Evenepoel e Florian Lipowitz in testa alla sfida per la maglia gialla. A ostacolarli ci sono il campione in carica Tadej Pogačar, alla ricerca del quinto titolo, il due volte vincitore Jonas Vingegaard, Tom Pidcock e la nuova stella francese Paul Seixas – con il percorso del 2026 destinato a giocare un ruolo decisivo nella battaglia per la vittoria finale.
Tappa 1 – Tappa 3: una partenza in Catalogna con una prova insolita
Dopo essere rimasto interamente all’interno dei confini francesi per l’edizione del 2025, il Tour de France torna fuori confine per il Grand Départ dell’edizione 2026. La Spagna accoglie di nuovo la più grande gara di ciclismo su strada per la terza volta nella storia dell’evento, con la regione della Catalogna, nel nord-est, che assapora per la prima volta l’emozione della grande partenza del Tour de France.
La Red Bull – BORA – hansgrohe è pronta per il Grand Départ a Barcellona
© Oriol Castello/Red Bull Content Pool
L’iconica città di Barcellona farà da sfondo alla cronometro a squadre della tappa di apertura: è la prima volta che si inserisce una cronometro a squadre dal 2019. I corridori passeranno davanti ad alcuni dei luoghi leggendari della città, tra cui la Sagrada Familia, ma ci sarà poco da guardarsi in torno perchè nel finale si giocheranno tappa e maglia su una dura salita lungo gli 800 metri della Côte du Stade Olympique.
La seconda tappa parte da Tarragona, lungo la costa da Barcellona, per poi tornare verso la capitale catalana e concludersi con un circuito cittadino collinare che prevede tre salite della Côte du Château de Montjuïc (3ª categoria), prima di tagliare nuovamente il traguardo allo Stade Olympique.
L’ultima giornata in Spagna è anche la prima tappa di montagna del Tour de France 2026, che affronta il Col de Toses (Categoria 1), attraversa i Pirenei ed entra in Francia per arrivare al traguardo a Les Angles.
- Tappa 1: sabato 4 luglio, da Barcellona a Barcellona – 19,6 km – cronometro a squadre
- Tappa 2: domenica 5 luglio, da Tarragona a Barcellona – 168,5 km – collinare
- Tappa 3: lunedì 6 luglio, da Granollers a Les Angles – 195,9 km – montagna
Tappa 4 – Tappa 9: un mix di sfide pirenaiche, tappe pianeggianti e veloci nella Francia centrale
I corridori affrontano la tappa pirenaica sotto il cielo nuvoloso
© Maximilian Fries/Red Bull Content Pool
Il Tour de France fa tappa ogni anno sulle montagne dei Pirenei e delle Alpi e, visto che parte dalla Spagna, è logico affrontare inizialmente i primi. C’è solo una tappa prettamente di montagna in questa catena nella sesta tappa, e prima di quella c’è una giornata per i rouleur seguita dalla prima vera tappa da sprint nella quinta frazione verso Pau. Quando finalmente arriva, la tappa di montagna nei Pirenei è la prima vera prova per i contendenti alla classifica generale, con gli ultimi 80 km che includono la salita del Col d’Aspin (12 km al 6,5%), il Col du Tourmalet (17,1 km al 7,3%), prima dell’arrivo in cima a Gavarnie-Gèdre, dolce ma lungo (18,7 km al 3,7%).
Ci sono due tappe pianeggianti per permettere ai corridori di recuperare, prima che una tappa ondulata tra Malemort e Ussel concluda il primo blocco di gara e dia il via al primo giorno di riposo.
- Tappa 4: martedì 7 luglio, da Carcassonne a Foix, 181,9 km - collinare
- Tappa 5: mercoledì 8 luglio, da Lannemezan a Pau - 158,3 km - pianeggiante
- Tappa 6: giovedì 9 luglio, da Pau a Gavarnie-Gèdre - 186,2 km - di montagna
- Tappa 7: venerdì 10 luglio, da Hagetmau a Bordeaux - 175,1 km - pianura
- Tappa 8: sabato 11 luglio, da Périgueux a Bergerac - 180,4 km – pianura
- Tappa 9: domenica 12 luglio, da Malemort a Ussel - 185,5 km - collinare
Tappe dalla 10 alla 15: il Massiccio Centrale, i Vosgi e il Giura dimostrano di saperci dare dentro
Le montagne francesi non si limitano alle due catene ai confini meridionali e la tappa 10 dà il via alla seconda settimana di gara con il botto, con sette delle salite più impegnative del Massiccio Centrale.
Seguono due tappe pianeggianti per i velocisti del gruppo, ma man mano che il percorso si avvicina ai confini con la Svizzera e la Germania, la pendenza inizia presto a farsi più ripida. L’epica tappa 13, lunga 205,8 km da Dole a Belfort, è la più lunga dell’edizione 2026 e riscalda bene le gambe in vista delle due giornate di montagna consecutive che caratterizzano il terzo weekend della gara.
La 14ª tappa è la più breve delle due, anche se concentra 3.800 m di dislivello in 155,3 km grazie a quattro salite di 1ª categoria (il Col du Haag, 11,2 km al 7,3%, è probabilmente la più tosta del gruppo), mentre la 15ª tappa porta i corridori nella regione dell’Alta Savoia e si conclude con l’arrivo in cima al Plateau de Solaison (HC, 11,3 km al 9%) a Brison. Se la lotta per la classifica generale sarà ancora serrata a questo punto, c'è da aspettarsi fuochi d’artificio prima del secondo giorno di riposo.
- Tappa 10: martedì 14 luglio, da Aurillac a Le Lioran - 166,6 km - montagna
- Tappa 11: mercoledì 15 luglio, da Vichy a Nevers - 161,3 km - pianura
- Tappa 12: giovedì 16 luglio, dal Circuito Nevers Magny-Cours a Chalon-sur-Saône - 179,1 km - pianura
- Tappa 13: venerdì 17 luglio, da Dole a Belfort - 205,8 km - collinare
- Tappa 14: sabato 18 luglio, da Mulhouse a Le Markstein Fellering - 155,3 km - montagna
- Tappa 15: domenica 19 luglio, da Champagnole al Plateau de Solaison - 183,9 km - montagna
Dalla tappa 16 alla tappa 21: leggendari tornanti, una tappa regina da urlo e il ritorno di un emozionante finale parigino
La cronometro a squadre della 1ª tappa sembrerà un lontano ricordo quando i corridori si schiereranno al via della seconda prova contro il tempo alla 16ª tappa. Con partenza e arrivo sulle rive del Lago Lemano, il percorso di 26,1 km inizia con la salita di 2ª categoria della Côte de Larringes (9,7 km al 4,3%). Anche se non è una vera e propria montagna per gli standard del Tour, è presumibile premierà gli scalatori del gruppo piuttosto che i veri specialisti della cronometro.
Florian Lipowitz ha conquistato la maglia bianca al suo debutto al Tour
© Maximilian Fries/Red Bull Content Pool
La 17ª tappa offre ai velocisti del gruppo l’ultima occasione per brillare prima di Parigi, il giorno dopo la loro disciplina meno preferita, anche se i primi 60 km piuttosto impegnativi potrebbero favorire una fuga.
La 18ª tappa dà il via a un epico finale di tre giorni che potrebbe decidere l’intera gara (o dare a un corridore dominante la possibilità di aumentare il proprio vantaggio). I 3.900 m di dislivello, che si concludono con un arrivo in cima a Orcières-Merlette (7,1 km al 6,7%), sono però solo un assaggio di ciò che li aspetta.
La 19ª tappa vede il ritorno dell’Alpe d’Huez (13,8 km con pendenza media dell’8,1%) e dei suoi 21 tornanti: è la prima volta che questa salita torna in programma dopo la memorabile vittoria di tappa di Tom Pidcock nel 2022. Prima che i corridori raggiungano le pendici della leggendaria Alpe, però, c’è da affrontare la piccola sfida di tre salite classificate, tra cui il Col du Noyer di 1ª categoria (7,2 km con pendenza dell’8,5%).
La penultima tappa è un modo fantastico per concludere la battaglia per la classifica generale prima della sfilata parigina dell’ultimo giorno, ed è una delle giornate di gara più dure degli ultimi tempi. Dopo aver affrontato il Col de la Croix de Fer (24 km al 5,2%), le famose salite si susseguono con il Col du Télégraphe (11,9 km al 7,1%) e il Col de Sarenne (12,8 km al 7,3%) che incorniciano il punto più alto di tutta la gara: il Col du Galibier (17,7 km al 6,9%). La giornata si conclude con un altro arrivo in cima all’Alpe d’Huez, anche se i corridori inizieranno la salita cinque tornanti prima della vetta, invece di dover ripetere di nuovo tutti e 21.
Anche se la battaglia per la classifica generale potrebbe essere già conclusa, la 21ª tappa si preannuncia comunque uno spettacolo e vede il ritorno del circuito esteso nel centro di Parigi, già presente nell’edizione del 2025 e ispirato alle Olimpiadi di Parigi del 2024. Anziché essere una passeggiata per i velocisti mentre il gruppo sfreccia su e giù per gli Champs-Élysées, il nuovo percorso include un giro fino a Montmartre e le salite di quarta categoria della Côte de la Butte Montmartre. L’anno scorso Wout van Aert ha trionfato sugli Champs-Élysées, ma questa volta il belga non potrà aggiungere altre vittorie alle sue 10 tappe vinte al Tour de France.
- Tappa 16: martedì 21 luglio, da Évian-Les-Bains a Thonon-Les-Bains - 26,1 km - cronometro individuale
- Tappa 17: mercoledì 22 luglio, da Chambery a Voiron - 174 km - pianura
- Tappa 18: giovedì 23 luglio, da Voiron a Orcières-Merlette - 185,2 km - montagna
- Tappa 19: venerdì 24 luglio, da Gap ad Alpe d’Huez - 127,9 km - montagna
- Tappa 20: sabato 25 luglio, da Le Bourg d’Oisans all’Alpe d’Huez - 170,9 km - montagna
- Tappa 21: domenica 26 luglio, da Thoiry agli Champs-Élysées a Parigi - 133 km - pianura
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