Marracash, Nic Sarno & Crookers
© Andrea Bianchera
Musica

Chi è Crookers: tutto sulla vita di Phra

Da DJ di un duo multi-platino a produttore del migliore rap nostrano: la carriera
Di Claudio Biazzetti
7 minuti di letturaPubblicato il
Quella tra Phra Crookers e l'hip hop è una storia d'amore lunga e continua. Nasce molto presto nella sua vita, poi per un certo periodo rimane un mero piacere personale e poi finisce per rivelarsi la strada giusta anche dal punto di vista artistico. Nel mezzo, c'è un avventura allucinante sotto forma di duo, fatta di tour internazionali e singoli che da soli hanno venduto quasi 20 milioni di copie nel mondo (sì, ovviamente Day 'N' Nite vs. Kid Cudi).
A questo punto però vale la pena fermarci un secondo e fare un po' di luce sulla carriera e sulla vita di Francesco, in arte Phra, in arte Crookers.
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Le origini e l'incontro con Bot

Francesco "Phra" Barbaglia nasce nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola, a Omegna, il 18 maggio 1980. Nonostante un'indole che lui definirà sempre "da montagnino", fin da subito viene attratto da cose molto lontane dalle sue montagne. In primis, l'hip hop. Già nel '91/'92, appena undicenne, si destreggia nei primi scratch sui giradischi Technics.
Con gli amici della zona, che potremmo individuare tra il Lago di Mergozzo, quello Maggiore e quello d'Orta, fonda da lì a poco una crew, che guarda caso si chiama Lacustre Clan. «Quando avevo tredici anni andavo da Omegna, che è un posticino vicino a Verbania, a Laveno» racconta Phra a Noisey. «Mi facevo tipo 35 minuti di pullman e poi un traghetto da 25 minuti per passare il Lago Maggiore. Lì stava un produttore rap, FT3, e mi trovavo da lui con altra gente a rappare. Ci chiamavamo Lacustre Clan. Eravamo dei babbioni vestiti di giallo con i pantaloni militari e ci siamo fatti voler bene da tutti».
Il gruppo fa uscire un paio di pezzi ma, con l'arrivo del nuovo millennio e i 20 anni di Phra, ben presto si scioglie. Ormai da qualche anno la bussola del nostro sta puntando verso Milano, la metropoli più vicina e dove tutto succede, dove bazzica puntualmente mettendo dischi come DJ.
Qui, nel 2003 incontra Andrea "Bot" Fratangelo, che diventerà poi la seconda metà dei Crookers. Lo conosce «in un negozio di dischi dove Bot aveva un banchetto di house alternativa, roba che comprava su internet da distributori stranieri e che in Italia non arrivava» racconta nel 2013 a XL. «Andavo a comprare da lui ogni volta che avevo una serata in discoteca. Alla fine siamo diventati amici e abbiamo cominciato a collaborare. Il primo lavoro che abbiamo fatto è stato un remix per Stefano "Stylophonic" Fontana ma non avevamo ancora un nome».
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Crookers, la fama mondiale

Il nome arriva da lì a poco, Crookers. Dall'inglese, "coloro che distorcono" ma anche "imbroglioni". «Solo dopo qualche tempo che ci facevamo chiamare così abbiamo scoperto che in alcuni slang Crookers vuol dire anche grandi stronzi» ammette sempre a XL scherzandoci su. Quanto alla "house alternativa", i due attraverso vari singoli cominciano a delineare un loro preciso sound, una house di derivazione UK bass e garage che qualche anno dopo finirà per diventare un fenomeno mondiale, anche grazie a Phra e Bot: la fidget house.
I primi singoli a farsi davvero notare e ballare sono Limonare (contenuto poi nel primo, leggendario Crookers Mixtape) e Knobbers, uno del 2007 e l'altro del 2008. Ma la svolta alla carriera Phra la dà un giorno al Lago, a casa sua. «Ho fatto Day 'N 'Nite nella mia cameretta, ero a Mergozzo, sul Lago, con le casse del sistema 5.1 perché non avevo ancora messo i monitor in cameretta» racconta a DLSO. «Ed è diventato quello che è diventato».
Oltre ad arrivare alle classifiche di tutto il mondo (numero 2 in UK, per dire), quel remixino saltellante del pezzo di Kid Cudi (sconosciuto anche lui all'epoca) finisce per vendere qualcosa come 18 milioni di copie. È un successo mostruoso, e Phra e Bot si ritrovano dall'oggi al domani sui palchi più importanti al mondo.
Da qui, le release si fanno sempre più intense, corpose e soprattutto importanti. Nel 2009 esce una prima raccolta Crookers Showcase, seguita a ruota da un Put Your Hands On Me. Arrivano persino a remixare gli U2 di Get On Your Boots, o la Lady Gaga feat. Beyoncé di Telephone. Nello stesso anno di quest'ultimo remix, il 2010, firmano con la Interscope per l'uscita del primo vero disco, Tons Of Friends, di cui We Love Animals è il primo singolo. L'album, poi uscito per Southern Fried, è una sfilza di feat. illustri da Kelis a Pitbull, da Will.i.am a Fabri Fibra, che nella versione italiana del disco ha aperto le danze con il singolo "Festa Festa".
Il grande gioco dell'electro house però finisce per annoiare un pochino il duo, che già nel 2010 si concede scappatelle in Controcultura di Fabri Fibra (6791) e Fino a Qui Tutto Bene di Marracash. Sono i primi slanci di quello che poi molti anni dopo diventerà il principale terreno d'azione di Phra.
Il canto del cigno dei Crookers come duo rimarrà sempre Dr. Gonzo, album mattissimo e pure coraggiosissimo, che nell'epoca di massima espansione dell'EDM più zarra e barocca propone una visione del tutto nuova della musica da club. Arrangiamenti dalla radice dub, scarni ed espliciti, pugnalate di synth e impulsi, bassi così rotondi e levigati che stordiscono.
Un disco anticipatore di un'epoca, quella che ai Major Lazer da lì a poco porterà tanta fortuna, ma che nel 2011 viene capito purtroppo da pochi. E così, dopo l'ennesima hit con Fabri Fibra nel 2012, L'italiano balla male, il duo in autunno annuncia lo scioglimento. Solo Phra prosegue con il nome Crookers.
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Crookers e il rap

Da qui in poi Phra avrà il suo bel da fare, tra le varie etichette di cui è fondatore e co-fondatore, Lucky Beard e Ciao Recs, e ovviamente tutto il resto. Produce anche Gemitaiz e Madman, Gué Pequeno per il secondo e terzo album, Bravo Ragazzo e Vero. A questo punto è chiaro che quella del rap italiano sia la giusta direzione, nonché molto divertente. Ma ancora nel 2015 Phra non sembra per nulla intenzionato a investirci troppo, per mere questioni di tempo.
«Mi devi scusare» confida all'epoca a DLSO. «Ma io arrivo da due mesi e mezzo a LA, non ho seguito la musica italiana per mancanza di tempo più che altro. Mi piacerebbe tantissimo una persona che ha il mio stesso gusto, che mi facesse una scrematura e mi mandasse delle robe nuove da ascoltare. Io sono sicuro che ci sono dei produttori, cantanti, rapper, cantautori che spaccano».
Sicuramente una buona mano a tornare nel rap game la dà il Crookers Mixtape 2: Quello dopo, quello prima, con dentro una sequela di nomi grossi che va da Gué a Ensi, da Dargen d'Amico a Egreen. La vera rinascita però è quando, sempre nello stesso anno, conosce Massimo Pericolo. Ne scaturisce un singolo d'esordio prodotto a 4 mani con Nic Sarno che di fatto cambia per sempre il polo magnetico del rap in Italia: 7 Miliardi. Disco di platino e si vola.
A questo punto, il ritorno in patria di Crookers può dirsi completo. Segue un album Scialla Semper, e poi varie collaborazioni importanti come nel Machete Mixtape 4, passando per un Red Bull 64 Bars allucinante con Marracash al microfono e pure una breve ma ben riuscita collaborazione con Madame.