Geolier
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Musica

Chi è Geolier? Tutto sulla sua vita

Il rapper di Capo in nemmeno 3 anni è diventato uno dei top player in Italia, tra hit con Sfera Ebbasta e un cuore che rimane a Napoli
Di Claudio Biazzetti
5 minuti di letturaPubblicato il
È spaventoso guardare agli ultimi 3 anni di Geolier. Nel 2019 il rapper napoletano era uscito appena dai confini di Secondigliano. E oggi trita i dischi di platino a fianco di Sfera Ebbasta nella M' Manc che è stata a mani basse il tormentone del 2020.
In quest'epoca e in questo particolare ambito musicale è normale vedere carriere accelerate esplodere in pochi mesi. Ma quella di Emanuele Palumbo di sicuro svetta su tutte per rapidità e portata del successo. Soprattuto se consideriamo che è nato nel 2000. Sarà il dialetto, sarà il timbro rassicurante sotto un autotune deciso, sarà che riesce ad andare oltre le collane e le macchine con contenuti un po' più profondi. Fatto sta che il suo nome ormai è così ingombrante che vale la pena capire chi è Geolier e come ci è arrivato fin quassù.

Le origini e il primo singolo, P Secondigliano

Emanuele Palumbo, alias Geolier, nasce a Napoli il 23 marzo 2000. Il fulcro della sua vita è uno dei quartieri più difficili della città, che rappresenta però per lui una fortuna. «Crescere a Secondigliano ti dà una marcia in più» racconta nel 2019 a Noisey. «La mia è stata un’infanzia da grande. Ho fatto le mezze giornate a lavoro quando ancora andavo a scuola. Non ho mai chiesto soldi a mia mamma. Me li metteva lei sul comodino».
Sin da piccolissimo il rap occupa tutti i suoi pensieri. La scoperta arriva quando, a soli 5 anni, 50 Cent pubblica il mastodontico album Get Rich or Die Tryin'. A 12 anni scrive la prima canzone, continuando a fare freestyle tra i corridoi a scuola oppure in varie gare amatoriali. Sa già che il rap è il suo presente e il suo futuro. Diversa però è l'opinione dei genitori (specie del padre). Soprattutto quando, poco più che adolescente, Emanuele decide di mollare scuola e fabbrica per darsi alle rime.
«È difficile abbandonare un posto di lavoro per fare musica» racconta a Fanpage. «Lavoravo in una fabbrica di lampadari e lasciare questo per mio padre era inconcepibile. Lasciare un posto di lavoro per fare musica, non capiva, mi diceva che dovevo realizzarmi». Il dado è tratto, la decisione è presa. C'è ancora un problema però: Emanuele si sente ancora troppo a disagio per pubblicare su YouTube un singolo da solo.
Si rivolge allora a Nicola Siciliano, che dalla sua ha già pubblicato qualcosa e sta già raccogliendo apprezzamenti in giro, grazie al suo Myke Tyson freestyle. «Vedendo Nicola che era fortissimo, l’ho contattato subito». Ne nasce P Secondigliano, ovvero "per Secondigliano", un inno alla vita di strada dalla base quasi spettrale. In ogni caso, l'amore di Emanuele per il suo quartiere è già contenuto nel nome d'arte: geôlier in francese significa secondino, guardia carceraria. Ma secondino è anche il nome designato per gli abitanti di Secondigliano, appunto. Il pezzo è subito un successo. Lui stesso racconta come, il sabato prima era un qualsiasi 18enne e il sabato dopo l'uscita di P Secondigliano era già un fenomeno, salutato da tutti in strada.
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Il primo album Emanuele, le collaborazioni, il presente

Sulla scia di P Secondigliano seguono altri singoli autoprodotti e autopubblicati su YouTube, da Mercedes a Queen. Tanto gli basta per farsi notare da un nome tanto importante quanto quello di Luchè. L'ex rapper dei Co'Sang lo mette sotto contratto con la sua BFM Records e gli produce il primo album, Emanuele, che esce a ottobre 2019 in collaborazione con Universal.
Tra i featuring anche Gué Pequeno, Emis Killa e ovviamente Luchè. Ed è senza dubbio un sogno per il giovane rapper, cresciuto a pane, Club Dogo e soprattutto Co'Sang. «È solo grazie ai Co’ sang che il quartiere di Secondigliano si è avvicinato al rap. Prima non si ascoltava. Se avevi il cappellino New Era in testa te lo toglievano. Perché si ascoltava il neomelodico.»
In nemmeno un anno il disco raggiunge il platino. Cosa che apre letteralmente a Geolier qualsiasi porta che gli si para davanti. Il 2020 è decisamente l'anno che gli porta più fortuna, grazie soprattutto alle collaborazioni illustri. Da Samurai Jay a Lele Blade, da Boro Boro allo stesso Rocco Hunt, il calendario di Emanuele si riempie di feat, remix e collaborazioni. Ma la più importante è senza dubbio quella di M' Manc, prodotta da Sablo e in collaborazione con Sfera Ebbasta.
«Ho fatto questo pezzo a Shablo, ma non gliel'avevo mai mandato» racconta a Fanpage. «L'ascoltavo da solo perché non mi piaceva, poi finita la repack, l'ho ricontattato e gli ho detto: "Ti ho fatto un altro pezzo", glielo mando e lui sconnette e mi dice che fa paura, poi mi ricontatta e mi dice che ha parlato con Sfera, dopo viene in studio. Sono felice, il pezzo era già forte, si sentiva, poi quando mi ha mandato il pezzo finito ho capito che era una hit. Sfera me lo disse già che sarebbe stata una hit e infatti così è stato».
L'ultimo colpaccio messo a segno, a parte apparire nell'album di Gigi d'Alessio, Buongiorno, è stato il Tik Tok RMX del pezzo di Sfera, a fianco a Marracash, Gué, e Paky. Chiude l'anno in grande stile con il singolo Capo, prodotto da Dat Boi Dee.