L’enduro è un’altra delle pratiche della mountain bike legata a doppio filo con il mondo dell’agonismo. Insieme al Cross Country ha portato la MTB su un altro livello, quello delle sfide con se stessi e con i terreni più accidentati. L’enduro si va a posizionare come disciplina tra il freeride e la downhill per quanto riguarda i terreni in cui si svolge, ma mantiene forti affinità con il mondo pedalato dell’all-mountain e del trail.
Per un sempre maggior numero di appassionati l’enduro è l’essenza della mountain bike, compreso l'aspetto agonistico. Parliamo di gare lunghe, dove si sta per molte ore in bici, e la gestione delle energie e del mezzo è prioritaria. L’enduro coniuga in una sola specialità le caratteristiche tecniche e atletiche normalmente proprie del cross country e del downhill. Oggi l’endurista rappresenta la figura del biker più evoluto e completo, preparato e dotato sia fisicamente che tecnicamente. Le biciclette, sempre più tecniche, coniugano l'agilità della cross country insieme alle doti discesistiche proprie della downhill. Non a caso molti downhiller di fama mondiale hanno partecipato con gran piacere all'Enduro World Series, che tra i suoi partecipanti ha annoverato nomi storici come Jared Graves, Dan Atherton e Jerome Clementz.
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Le origini della MTB Enduro
Se l’agonismo legato al cross country ha preso piede quasi immediatamente - come accaduto peraltro per la DH - l’enduro ha impiegato un po' più di tempo per affermarsi.
A segnare la storia agonistica dell’enduro mondiale è stata la Francia, patria dei più grandi discesisti della storia. Nel 2003 Fredrick Glo ha organizzato il primo evento agonistico di mountain bike enduro - la Tribe 10.000 con diecimila metri di dislivello negativo - in Val d’Allos, lanciando un trend nel Paese che continua con grande forza anche ai giorni nostri.
In Francia infatti l’enduro ha preso piede sin da subito e nel 2005 è nato il 1° Enduro Series. Anche l’Italia ha seguito questo trend ma un po' più tardi, con i primi piccoli eventi del circuito Superenduro ideati da Franco Monchiero ed Enrico Guala nel 2008, lo stesso anno in cui è stato introdotto il Trofeo delle Nazioni. Proprio quest'ultima serie è proseguita fino al 2022, mentre la disciplina si diffondeva a livello mondiale con l’EWS (Enduro World Series), nato nel 2012 e diventato la prima Coppa del Mondo di Enduro.
Nell’evoluzione dell’enduro grande importanza ha avuto la bicicletta utilizzata per affrontare i terreni dedicati a questa disciplina, che ha sempre voluto mantenere questa pratica più connessa possibile ad ambienti naturali e non lavorati. La mountain bike da enduro ha seguito di pari passo anche l’agonismo e le specifiche necessità degli atleti.
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Protezioni da mtb enduro
L’enduro è una disciplina che deve essere praticata con le giuste accortezze e protezioni, l’endurista non gira mai senza le sue ginocchiere, gomitiere, casco e pettorina. Il grado di protezione è essenzialmente quello della downhill, ma con alcune differenze.
Per la pratica enduristica sono previste sezioni che non sono unicamente di discesa, ma anche di risalita, quindi gli elementi protettivi devono anche prevedere una maggiore ventilazione.
Il casco da enduro
Nell'enduro mtb, garantirsi una protezione adeguata è essenziale e la scelta del casco da enduro assume un ruolo centrale in questa disciplina. Il casco deve essere selezionato in base alle specifiche attività che si intendono svolgere con la bicicletta. Esistono diverse opzioni, come il casco integrale, il casco aperto e il casco modulabile, ognuno progettato per soddisfare diverse necessità e garantire la massima sicurezza durante la pratica dell'enduro.
Il casco integrale ha una struttura che prevede una copertura totale del cranio e del volto, lasciando spazio unicamente agli occhi e naso, si compone quindi di una mentoniera (che in alcuni casi è anche modulare), una visiera e una calotta che si estende fino alla nuca. Il casco integrale da enduro ha, rispetto a quello da dh, più prese d’aria per la ventilazione e l’utilizzo quindi anche in salita. Solitamente è più usato nella pratica agonistica.
Il casco aperto da enduro ha una struttura senza mentoniera, con una calotta che si estende fino alla nuca e una visiera. Questo modello è più utilizzato nella pratica di tutti i giorni e soprattutto per i giri maggiormente pedalati.
L'abbigliamento da enduro
Lo stile dell’abbigliamento da enduro è un aspetto distintivo e varia tra i praticanti. A differenza del cross country, dove viene usata la lycra, o della downhill di qualche anno fa, nell'enduro si predilige un più morbido e confortevole. Questa scelta è motivata principalmente dalla necessità di indossare sotto all'abbigliamento da enduro protezioni come ginocchiere, gomitiere e pettorine, garantendo così spazio e comfort durante la pratica sportiva.
Scarpe e accessori
Nella scelta delle calzature per l'enduro mtb, esistono principalmente due opzioni. Alcuni preferiscono le scarpe con una suola clipless, che permette un attacco per sgancio rapido al pedale, mentre altri optano per un pedale con pin, utilizzando quindi scarpe con una suola completamente flat. Ognuno di questi stili ha i suoi vantaggi, e la scelta dipende dalle preferenze personali e dal tipo di pratica enduro che si intende fare. È essenziale considerare che ogni tipo di calzatura richiede un pedale specifico, che sia compatibile con il design della suola, sia che si tratti di scarpe da mountain bike clipless o di scarpe adatte per pedali clipless o flat.
Per l’enduro si predilige l'utilizzo anche di altri accessori indispensabili, lo zaino è uno di questi e può aiutare a trasportare viveri, acqua, strumenti per riparare e sostituire e anche funzionare da elemento protettivo aggiuntivo in caso di caduta. In alternativa allo zaino si può impiegare anche il marsupio.
Siccome però l’enduro ha meno fissazioni rispetto al cross country, i praticanti, più spiriti liberi e meno inclini a verificare il peso di ogni elemento, possono montare sulla loro bicicletta accessori, quali multi tool nascosti nel telaio da usare all’occorrenza o camere d'aria e caccia gomme legate direttamente sul telaio.
Ginocchiere da enduro
Sia che preferiate volare su sentieri ripidi e sconnessi, sia che vi piaccia un ritmo più rilassato, l’utilizzo di un buon set di ginocchiere è sempre una buona idea. Anche i biker migliori e più attenti nella guida fanno errori, e l’ultima cosa che potete desiderare è interrompere un’uscita in MTB per un infortunio alle ginocchia. Quando pensate di comprare il vostro primo set di ginocchiere, potete scegliere tra due opzioni differenti. La prima è quella di protezioni pensate per utilizzi gravity, con gusci protettivi – in genere rigidi – che coprono rotula e stinco. Offrono la massima protezione, ma se pedalate tutto il giorno, questo stile si rivela scomodo e caldo. Per un impiego tra il trail riding e l’enduro è meglio valutare la seconda opzione: un design leggero e traspirante, con guscio morbido – spesso a memoria di forma, che si indurisce con gli impatti – sul ginocchio, e altri pad più sottili ai lati per resistere a piccoli impatti.
Le altre protezioni da enduro
Quali sono le protezioni da enduro da indossare sul corpo? Cominciamo con il dire che un'armatura completa per la parte superiore del corpo, come per la DH, può apparire abbastanza ingombrante e scomoda per pedalare tutto il giorno, ma in commercio esistono gilet con una buona protezione spinale, sullo sterno e - in alcuni casi - anche sulle spalle. In molti indossano anche la pettorina stile motocross con protezioni spinale e frontale. E poi ci sono le gomitiere. Anche qui dipende da abitudini e sopportazione.
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Le bici da enduro
Le migliori bici da enduro, così come le migliori eMTB sono meticolosamente progettate per navigare attraverso i terreni più ardui e ripidi. Originariamente equipaggiate con ruote da 26", le versioni moderne di queste biciclette sono ora costruite intorno a ruote da 27,5 o 29 pollici, e non è raro trovare configurazioni con ruote mullet, che combinano una ruota anteriore da 29" con una posteriore da 27,5". Questa evoluzione è dovuta alla necessità, nell'enduro, di mantenere le dimensioni posteriori compatte per garantire agilità nei tratti di discesa più stretti e ottimizzare la pedalabilità in salita. Inoltre, una ruota anteriore da 29" contribuisce a massimizzare la stabilità a velocità elevate, facilitando una transizione fluida e costante sugli ostacoli.
Le mtb enduro sono arrivate ad avere sospensioni da 170 mm, principalmente ad aria e un telaio con geometrie che aiutino a migliorare entrambi gli aspetti. Le geometrie da enduro attuali hanno angoli di sterzo abbondanti, sull’ordine dei 63-64 gradi, con reach molto allungati, vale a dire un tubo orizzontale di notevoli estensioni che contribuisce a migliorare ulteriormente la stabilità. Il posteriore si basa su concetti similari, la sella ha un’inclinazione molto più verticalizzata per offrire una posizione di guida più centrale e che consente di sposarsi facilmente, mentre il triangolo posteriore ha un’estensione del fodero basso di dimensioni abbondanti per aumentare la trazione in salita.
I telai delle bici enduro possono essere in alluminio o in carbonio, per un utilizzo più agonistico, e possono ospitare reggisella telescopici con molta escursione, per garantire un abbassamento delle masse nei tratti più ripidi. Nelle nuove generazioni di telai da enduro, inoltre, si trovano i flip chip, elementi che possono cambiare le geometrie e il comportamento delle sospensioni, oltre a porta oggetti integrati nel tubo obliquo.
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Bici all mountain
La MTB all mountain non è un concetto estremamente lontano dall’enduro, ma in epoca moderna ha subito trasformazioni che lo hanno allontanato. Anzitutto concettualmente l'all mountain riguarda un approccio più escursionistico, più esplorativo dei luoghi remoti e inospitali. Le mountain bike all mountain hanno quindi un travel delle sospensioni leggermente più contenuto rispetto a quello dell’enduro, con un range che va da 140 a 160 mm di escursione. In genere si tratta di mountain bike più votate alla pratica pedalata che si basano quindi su geometrie meno estreme e su un set di ruote da 29”.
Se vi dicessi che oggi le all-mountain sono le MTB enduro di qualche anno fa e le trail bike di oggi sono le all-mountain di qualche tempo fa? Si è assistito ad un salto evolutivo quantico.
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Differenza tra bici da enduro e all mountain
Quali sono le differenze tra enduro mtb e all-mountain? Oggi le bici enduro sono bici più votate al racing, a una guida aggressiva in discesa. Nelle mtb all-mountain si predilige la versatilità, essendo mezzi pensati per offrire equilibrio nell’approccio ai sentieri, anche in pedalata. Meno estrema della mountain bike da enduro, la bici all mountain è più pensata per i giri di tutti i giorni, con cui avere una posizione ed efficienza di pedalata elevata, ma anche un consistente equilibrio per la discesa. Nella bici da enduro l'escursione è superiore ai 160mm. In sostanza la formula è questa: tutto quello tra i 140 e 150mm è considerato AM.
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Le tecniche di guida di base nell'enduro
Andare in mtb sembra facile ma le tecniche mtb enduro e all mountain sono molteplici. Una volta ho sentito dire che le posizioni in sella della mountain bike equivalgono alle mosse di karate: bisogna sapere in ogni frangente quale postura adottare precisamente durante le varie fasi della guida in discesa: staccata, frenata, curva e molto altro. Essere efficienti (e veloci in seconda battuta) è una questione di tecnica e di bilanciamento dei pesi. Quali sono le tecniche di base per l'enduro mtb? Le stesse della DH e dell'XC, ovviamente. Ecco una ripassata generale.
La base di tutto: la posizione in sella
Eh sì, quelle che a scuola chiamano le basi della tecnica enduro. Anche guidare una mountain bike necessita di basi, di un'impostazione di guida corretta. Anche se ad alcuni biker piace semplicemente girare senza dover pensare a quello che stanno facendo (dopotutto, direbbero, si gira in MTB per fuggire dalla quotidianità e avere qualcuno che ti dice che stai sbagliando a superare un ostacolo non suona proprio come una liberazione). Tuttavia, fare qualcosa al meglio delle proprie capacità è una cosa che dà soddisfazione, e andare a scuola di MTB ci consegna tra le mani gli strumenti per progredire, aumentare la fiducia in noi stessi e osservare i propri progressi. In ogni caso un corso di guida serve davvero e qui vi spieghiamo perchè.
Probabilmente avrete già sentito parlare di concetti come gomiti larghi (sì, lo so, ve l'hanno detto tutti), spalle in linea con la forcella, sguardo in avanti, gambe mobili e mai stese completamente, talloni verso il basso, zona del core come baricentro del corpo a bilanciare la centralità della bici e direzione gestita da occhi/testa/spalle/bacino per impostare la traiettoria. Sono concetti fondamentali per guidare una MTB (e non farsi guidare dalla bici).
Il più comune degli errori in mtb è uno scarso utilizzo del bacino. Durante la curva tutto il corpo deve muoversi e il movimento di avvitamento sulla bici è quello che permette di fare la curva nella maniera corretta. E' il corpo quindi a dare la direzione alla bicicletta, non unicamente le mani sulle estremità del manubrio. C’è anche chi d’istinto è portato ad arretrare rispetto alla sella in maniera eccessiva. Le braccia stese, le spalle lontane dal manubrio e una posizione non esattamente centrale limitano ancora di più i movimenti, la gestione dei carichi e del grip. Questa è la conseguenza di un errore trascinato attraverso tutte le fasi: ingresso tardivo, con troppa velocità, a cui si cerca di rimediare finendo per appendersi ai freni. Per forza di cose ci si troverà lontani dall’anteriore.
L'obiettivo è quello della centralità, con il core (i nostri addominali) che dovrebbe cadere in mezzo al perno del pedale e al movimento centrale. Con la centralità si ottiene praticamente tutto: grip in conduzione, grip in frenata, direzionalità e trazione.
La frenata
Tra le tecniche mtb enduro il primo step è quello di imparare una frenata efficace. In primi, freniamo quando è necessario. Il secondo step, che dovrebbe sempre essere presente nel vademecum dei biker, è: frena con un solo dito. Frenare a due dita comporta una presa al manubrio meno salda, meno affidabile e di conseguenza meno sicura. Due dita sulla leva non migliorano il feeling di frenata e almeno una delle due dita più forti della mano deve rimanere incollata alla manopola.
La terza regola è che il freno anteriore fa la maggior parte del lavoro. Perché? Quando si tenta di rallentare un oggetto il suo trasferimento di peso sull'anteriore aumenta il grip della ruota corrispondente a discapito del posteriore. Naturalmente il retrotreno ha ancora una parte importante da giocare, ma abituarsi a rallentare soprattutto utilizzando il freno anteriore è una parte vitale di una frenata migliore. Imparare a modulare rapidamente e con precisione la forza attraverso le leve dei freni è davvero importante. Se volete potete frenare come un pro.
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Gare e Eventi MTB Enduro
L'Enduro World Series è la massima espressione mondiale delle gare MTB Enduro. Nata a ottobre 2012, è stata creata con l’obiettivo di unire la comunità dell’enduro mondiale collegando i più grandi eventi al mondo, con i più spettacolari percorsi e una organizzazione il più possibile riders oriented. Il team dietro l’Enduro World Series ha un unico obiettivo: quello di sviluppare e far progredire la disciplina enduro in favore dei piloti, dello sport e dell’industria.
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EWS: a Finale Ligure con Marco Aurelio Fontana
EWS: a Finale Ligure con Marco Aurelio Fontana
Come funziona una gara di enduro mtb
Come funziona una gara mtb enduro? È essenzialmente una dura giornata (o al massimo un paio di dure giornate) in bici, trascorsa di solito tra più prove cronometrate con dislivello in prevalenza negativo. Ci sono vari format di gara, ma quelli più comuni prevedono un percorso in cui i rider devono chiudere i trasferimenti pedalati entro un certo periodo di tempo, partendo poi puntuali alle successive prove speciali (PS) cronometrate.
Vincere una gara di MTB Enduro UCI è già di per sé un'impresa. I percorsi di Enduro richiedono la resistenza di un corridore di XC e l'abilità e la potenza di un corridore di DH. La gara si articola su più tappe - in genere da cinque a otto stage - e i corridori fanno segnare tempi più veloci man mano che affrontano una discesa. Il tempo cumulativo di tutte le tappe determina il vincitore. Con lunghe giornate in sella, salite esagerate tra una stage e l'altra e percorsi che potrebbero essere piste da DH a sé stanti, queste gare mettono alla prova i corridori più abili e decorati.
I punti ottenuti in ogni gara determinano il vincitore assoluto della serie, che viene premiato alla fine della stagione. Questo formato crea non pochi colpi di scena nel corso della stagione, poiché la classifica generale può essere vinta o persa anche solo in base al risultato di una gara. Un incidente o un infortunio possono mettere a repentaglio una stagione di allenamento. Una combinazione di margini ridottissimi e alta competizione.
Quest'anno (2023) il campione uscente è stato Richie Rude, il più decorato corridore americano di mountain bike enduro porta a casa il titolo della Coppa del Mondo dopo mesi di successi costanti.
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Allenamento e preparazione atletica nell'enduro mtb
L'enduro è uno sport durissimo e bisogna prepararsi fisicamente e mentalmente per un allenamento mtb enduro efficace capace di fare la differenza. Questo perché l'enduro è una combinazione micidiale di abilità: si scende come un downhiller, si pedala come un atleta di Cross Country e si sprinta come un pistard. Essendo una combinazione di tecnica, resistenza e forza, i protocolli di allenamento per una preparazione ottimale sono impegnativi da ogni punto di vista, fisico, mentale, economico e di tempo. Nella preparazione mtb enduro tutti i sistemi energetici vengono sfruttati al massimo delle loro capacità, e diventa quindi necessario dedicare a ognuno le giuste attenzioni non tanto per puntare al podio, ma per limitare al minimo il rischio di infortuni e concludere le gare mantenendo un ottimo livello di lucidità.
La resistenza nell’enduro mtb
È la base di ogni disciplina ciclistica ma nel caso dell’allenamento enduro la preparazione è paragonabile agli élite del cross Country. Con gli anni le gare di enduro, anche quelle locali, sono diventate sempre più lunghe e impegnative. Il sistema energetico aerobico rappresenterà il pilastro portante di tutta la stagione.
Una tappa dell’EWS può prevedere 2800 metri di dislivello e circa 100 km in due giorni di gara. Per fare un paragone il mondiale marathon di cross country si è svolto su un tracciato da 4700 mt di dislivello per 87 km. Pur essendo due discipline molto diverse, il volume di lavoro non si differenzia di molto, tenendo in considerazione le differenze tra i mezzi e l’abbigliamento.
Esempi di piani di allenamento
Oltre a padroneggiare la tecnica in discesa - questione basilare di gravity mtb - in un preparazione mtb enduro occorre percorrere lunghe distanze per creare un ottimo fondo aerobico. Lavorare con allenamenti di qualità è il destino invernale dell’endurista. Bisogna programmare almeno un’uscita lunga in mtb a settimana di 2,5-3 ore con dislivello ridotto.
Dopo aver costruito una solida base con il fondo, bisogna programmare gli allenamenti mtb enduro di qualità, che avranno come obiettivo il miglioramento del sistema anaerobico lattacido. Una scarsa tolleranza al lattato è la causa di perdita di potenza, lucidità e sensazione di affaticamento generale: tutti elementi che influenzano negativamente la guida, che diventerà sempre più rigida e di conseguenza anche rischiosa.
Nei minuti della manche di gara il cuore è costantemente al limite della soglia e spesso la supera. I rilanci a basse velocità e brevi sprint di qualche metro sono frequenti e possono fare la differenza sul cronometro. Il protocollo più utilizzato nell’allenamento per l’enduro è un “interval training 30/30” ovvero 30” fuori soglia anaerobica, partendo da bassa velocità, e 30” di recupero, il tutto ripetuto 5-8 volte per 2-3 sedute a settimana.
L’allenamento della forza nell’enduro mtb
Un altro aspetto fondamentale dell’allenamento enduro è la forza, per due motivi. Il primo è per migliorare la forza generale necessaria per la guida e gestione del mezzo, il secondo è per aumentare la potenza. E questa si fa off-bike. Un buon programma di forza dovrà includere esercizi multiarticolari (stacchi, squat, panca, trazioni, military press) ed esercizi con i pesi. Le sedute devono essere superiori a 3 settimanali perché ci sia un adattamento neuromuscolare e i trainer consigliano di non allenare la forza per più di 60 minuti, dato che il testosterone inizia a calare dopo 45 minuti circa per lasciare spazio agli ormoni catabolici. Non dimenticate di inserire l'allenamento del “core” (parte centrale del corpo), che migliora la prestazione in molti sport, tra cui il ciclismo.
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Consigli per l'alimentazione
L'alimentazione per mtb enduro è un'altra di quelle componenti che permette di migliorare nella pratica dell'enduro sia per riuscire a effettuare escursioni di lunga durata, sia per poter pensare di approcciare l'enduro in chiave agonistica. Ognuno di noi in termini di dieta deve prima poter sperimentare per trovare il giusto equilibrio e capire cosa è bene e cosa meno.
Che cosa mangiare per raggiungere le massime performance in MTB? Per un agonista più equilibrata è la propria dieta e più si ha possibilità di migliorare le prestazioni. I carboidrati hanno un ruolo fondamentale per le scorte di glicogeno e avere costanti livelli di energia durante le competizioni. Nelle gare di enduro le prove speciali sono racchiuse in lassi di tempo ristrettissimi ma a intensità elevate, in quei momenti è importante avere abbastanza energie che riescono a mantenere la "gamba piena", ma l'endurista deve saper affrontare anche uno sforzo di durata che include anche i trasferimenti insieme alle prove speciali. Durante le competizioni sono indispensabili acqua con integratori quali sali minerali o maltodestrine per evitare crampi e stati di disidratazione mentre barrette di carboidrati sono utili per mantenere alti i livelli di zuccheri, energie a rapido rilascio.
Per la performance l'alimentazione è però importante non solo prima della gara ma anche durante il recupero, una fase nella quale è necessario introdurre alimenti ricchi di proteine e tutte le vitamine di cui il nostro organismo ha bisogno per riprepararsi ad altri sforzi intensivi. Da un punto di vista alimentare gli agonisti si affidano a figure specifiche che riescono a personalizzare piani alimentari per le varie esigenze.
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Consigli dei pro
Nessuno conosce gli aspetti cruciali dei diversi approcci a questa disciplina meglio dei professionisti e i Consigli per la MTB Enduro sono basilari. Il livello sempre più alto anche nell'enduro mtb ha fatto in modo che i professionisti siano meticolosi nell'affrontare ogni singolo aspetto dell'allenamento enduro. I risultati d'altronde si ottengono quando tutto è perfetto e alla base c'è, oltre al talento, tanto metodo.
In Italia ci sono molti atleti giovani e meno ricchi di talento e ambizione, Denny e Alex i fratelli Lupato sono tra i rider che hanno caratterizzato maggiormente la scena italiana di enduro. Qualche anno fa Denny consiglia ci spiegava un piano di allenamento che parta dall'inverno, la stagione in cui si costruisce veramente la forma fisica per le competizioni estive.
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Video e documentari sull'enduro
I migliori video mtb enduro sono inclusi nei migliori film sulla mountain bike. Una lista di film mtb disponibili gratuitamente su Red Bull TV (disponibile su iOS, Android e tanti altri dispositivi) che ti ispireranno se stai cercando avventure epiche o vuoi qualcosa che fortifichi lo spirito in attesa di tornare a scatenarsi nei boschi locali con gli amici. Forse preferisci i rider che valicano i confini in regioni inesplorate, nel mondo, o quelli che ti ispirano con incredibili trick e abilità nel tuo stile? Qualunque cosa tu voglia, ci sarà qualcosa per te qui sotto.
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Richie Rude, Sound Of Speed
Enduro World Series champ Richie Rude goes flat-out!
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Steve Smith out on the Vancouver Island trails with Nick Beer and Josh Bryceland on Enduro bikes.
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EWS: a Finale Ligure con Marco Aurelio Fontana
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FAQ MTB Enduro
1. Qual è la differenza tra MTB Enduro e altre discipline di mountain biking?
L'enduro è uno sport durissimo e prepararsi fisicamente e mentalmente è un affare per pochi. Questo perché, lo abbiamo detto, si scende come un downhiller, si pedala come un atleta di Cross Country e si sprinta come un pistard. Una combinazione di tecnica, resistenza e forza. Il biker che fa enduro ha colpo d’occhio, equilibrio, esplosività, resistenza e tanta voglia di pedalare ed effettuare grandi sforzi. L’impegno ad alto livello si protrae in un tempo che nessuna delle altre discipline raggiunge.
2. Quali sono i requisiti fisici per praticare l'Enduro?
Resistenza, esplosività e forza. Oltre ad una buona base di equilibrio e propriocezione è un elemento che rende l’approccio all'enduro molto più facile, sapere come spostarsi, gestire i carichi e coordinare gambe e braccia con l’obiettivo di guidare e far avanzare la bicicletta.
3. È possibile praticare l'enduro anche come hobby senza partecipare a competizioni?
Assolutamente sì. È possibile praticare enduro MTB anche senza partecipare a competizioni. Insieme alle e-bike mtb è uno dei mezzi più utili per l’esplorazione.
4. Quali sono i vantaggi della MTB enduro rispetto ad altre attività sportive?
Praticare mountain bike enduro significa potersi immergere nella natura per andare alla scoperta di luoghi inaccessibili in altri modi e con le stesse tempistiche. È proprio il legame con la natura e la possibilità di arrivare in posti lontani e dimenticati. I benefici fisici non si limitano a questo perché si migliora a livello cardiovascolare e a livello mentale.
5. Cosa devo fare per iniziare a praticare l'Enduro?
Per avvicinarsi non serve molto se non una mountain bike specifica per l'enduro, "muscolare" o elettrica - anche senza spendere un occhio della testa - l’attrezzatura e compagnia adeguata e, magari, provare a iscriversi a uno dei tanti corsi che si possono trovare in Italia (per principianti e non solo) in cui si possono scoprire le basi, le tecniche e ogni tipo di approccio.
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